Riparare il mondo, una città alla volta: SOU Padova entra nella quarta stagione

Dopo 102 incontri, 85 ospiti e 800 progetti, SOU Padova riparte come sempre dagli spazi di NOOO. La quarta stagione invita bambine e bambini a ripensare la città attraverso cura, incontro e appartenenza.

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SOUPadova_quartastagione
22 Settembre, 2026

Ci sono giorni in cui negli spazi di NOOO si parla di strategie, campagne, tecnologia, design e nuovi progetti. E poi arriva il venerdì.

I tavoli cambiano funzione, compaiono matite, cartoncini, materiali, costruzioni. Le sale si riempiono di bambine e bambini e, per qualche ora, anche il nostro modo di guardare ciò che ci circonda cambia prospettiva.

Succede ormai da tre anni e sta per succedere di nuovo: SOU Padova, la Scuola di Architettura per bambini che dal 2023 vive negli spazi di NOOO, entra nella sua quarta stagione.

Fino ad oggi abbiamo vissuto tre anni di laboratori, incontri, sperimentazioni e progetti che hanno progressivamente trasformato una scuola in qualcosa di più grande: un piccolo ecosistema in cui bambini, professionisti, creativi, aziende e territorio provano a immaginare insieme modi diversi di abitare il presente.

Questo percorso ha prodotto 102 incontri ed eventi, 85 ospiti, 280 ore di attività e oltre 800 progetti ed elaborati.

Numeri che raccontano la dimensione raggiunta dal progetto, ma solo in parte ciò che succede ogni settimana. Perché SOU nasce da uno sguardo diverso sull’architettura, ma negli anni ha attraversato anche arte, design, sostenibilità, cibo, comunicazione, natura, tecnologia e molti altri linguaggi

Ogni volta con lo stesso meccanismo: un adulto porta una competenza, i bambini la smontano, la interrogano e la trasformano in qualcos’altro.


E se fossero i bambini a ripensare la città a partire dalla gentilezza?

È questa la domanda da cui nasce la quarta stagione di SOU Padova.

The City of Kindness – Repair the World Together è il titolo del tema dell’anno mette al centro un’idea apparentemente semplice: una città non è fatta soltanto di edifici, strade, piazze e infrastrutture. È fatta anche delle relazioni che quegli spazi rendono possibili.

La gentilezza, allora, smette di essere soltanto una qualità individuale e diventa una possibile chiave progettuale.

Come cambia uno spazio se viene pensato per favorire l’incontro? Cosa significa progettare un luogo che faccia sentire qualcuno accolto? Come possono architettura, arte e design diventare strumenti di cura e appartenenza?

Come scrive Elena Granata, urbanista e autrice del libro “La città è di tutti”: «Le città sono l’opera più compiuta di comunanza, di reciprocità, di mutuo aiuto».

Nel corso della nuova stagione saranno ancora una volta i bambini a confrontarsi con queste domande, insieme a professionisti, aziende e realtà provenienti da mondi differenti.


Una scuola che continua a cambiare forma

In tre anni SOU Padova è uscita molte volte dalla definizione tradizionale di scuola.

Ha portato i bambini fuori dagli spazi di NOOO, li ha messi in relazione con luoghi, materiali, animali, professioni, aziende e modi diversi di leggere la realtà. Ha trasformato professionisti in insegnanti per un giorno e competenze molto verticali in esperienze accessibili a bambini tra i 7 e i 12 anni.

Ma ha fatto anche il percorso inverso, ha portato lo sguardo dei bambini dentro mondi che raramente sono abituati a confrontarsi con loro.

Ed è forse proprio qui che si trova uno degli aspetti più interessanti del progetto.

Perché quando un architetto, un artista, un designer, un professionista o un’impresa deve raccontare ciò che fa a un gruppo di bambini, è costretto a cambiare prospettiva. A togliere sovrastrutture, semplificare senza banalizzare, trasformare una competenza in qualcosa che possa essere osservato, toccato, discusso e infine reinterpretato.

Il risultato non è una trasmissione unidirezionale di conoscenze, bensì uno scambio.


SOU Padova incontra le aziende

Cosa può portare un’azienda dentro una scuola di architettura per bambini? Non necessariamente una lezione sull’architettura.

Può portare un materiale, un processo produttivo, una tecnologia, una competenza, una domanda. Può aprire le porte dei propri spazi oppure entrare per un pomeriggio in quelli di SOU. Può soprattutto provare a trasformare ciò che fa ogni giorno in un’esperienza capace di essere capita, manipolata e reinterpretata da un bambino.

È quello che è successo, per esempio, con UNOX Casa. Nel laboratorio “Spezie in Viaggio: Sapori, Culture e Architetture dal Mondo”, il mondo della cucina e quello della progettazione si sono incontrati attraverso profumi, materia, geografia e cultura.

Le spezie sono diventate il punto di partenza per immaginare forme e architetture: la curcuma ha suggerito città luminose, l’anice stellato piazze radiali, il pepe strutture essenziali. Dalla cucina allo spazio, i bambini hanno trasformato elementi quotidiani in materiali per immaginare qualcosa di nuovo.

Non una presenza di marca applicata a un progetto educativo, quindi, ma una competenza aziendale trasformata in esperienza.

Ed è una possibilità che va ben oltre una singola collaborazione. In questi anni SOU Padova ha costruito una rete di relazioni tra mondi diversi, mostrando come aziende e professionisti possano entrare in un progetto educativo portando ciò che conoscono meglio: il proprio sapere, le proprie persone, i propri luoghi, i propri processi.

Il valore sta proprio nell’incontro. Per i bambini, che possono entrare in contatto con competenze ed esperienze difficilmente accessibili nella quotidianità. Ma anche per chi partecipa, perché confrontarsi con lo sguardo dei più piccoli significa spesso ritrovare domande che nel lavoro adulto abbiamo smesso di farci.


Un venerdì alla volta

È anche per questo che continuiamo a ospitare SOU Padova dentro NOOO. Perché ogni venerdì succede qualcosa di difficile da misurare: competenze, persone e mondi apparentemente lontani entrano nello stesso spazio e producono qualcosa che prima non esisteva.

Dopo gli oltre 100 appuntamenti vissuti negli ultimi tre anni, la quarta stagione riparte da una parola tanto semplice quanto ambiziosa: gentilezza. Per provare a capire insieme ai bambini se possiamo progettare città capaci non soltanto di funzionare meglio, ma di farci vivere meglio insieme.

Repair the World Together: forse riparare il mondo è un obiettivo enorme ma possiamo cominciare da uno spazio, una relazione, un progetto alla volta.

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