{"id":9118,"date":"2024-11-25T10:44:30","date_gmt":"2024-11-25T09:44:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.noooagency.com\/?post_type=noooborders&#038;p=9118"},"modified":"2024-12-12T15:57:19","modified_gmt":"2024-12-12T14:57:19","slug":"design-sostenibile-le-piu-interessanti-novita-green-dellultimo-anno","status":"publish","type":"noooborders","link":"https:\/\/www.noooagency.com\/noooborders\/design-sostenibile-le-piu-interessanti-novita-green-dellultimo-anno\/","title":{"rendered":"Design sostenibile: le pi\u00f9 interessanti novit\u00e0 green dell\u2019ultimo anno"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un nuovo modo di concepire il ciclo produttivo<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il design sostenibile, oggi al centro dell\u2019interesse di molte aziende nel settore dell\u2019arredamento, rappresenta una filosofia che abbraccia un nuovo modo di concepire il ciclo produttivo: l&#8217;integrazione di pratiche ecologiche, etiche e sociali, con il fine ultimo di preservare il nostro Pianeta. Questa visione si fonda su alcuni principi essenziali, primo fra tutti l\u2019utilizzo di materiali eco-compatibili, riciclati o biodegradabili, progettati per avere un impatto ridotto sull\u2019ambiente, non solo durante la loro produzione, ma anche al termine del loro ciclo vitale. La possibilit\u00e0 di disassemblare i prodotti e riciclarli diventa, dunque, fondamentale in questo approccio, che mira a ridurre al minimo lo spreco di risorse e la produzione di rifiuti. L\u2019innovazione tecnologica, inoltre, riveste un ruolo chiave, poich\u00e9 contribuisce all\u2019ottimizzazione dei processi produttivi e all\u2019uso di energie rinnovabili, riducendo le emissioni di gas serra e garantendo l\u2019efficienza energetica dei prodotti finiti. <strong>Non si tratta solo di materiali e tecnologie: la durabilit\u00e0 e la longevit\u00e0 degli oggetti diventano una priorit\u00e0, incentivando modelli di consumo pi\u00f9 responsabili, che privilegiano il riuso e lo scambio, spezzando la spirale dell&#8217;usa e getta. <\/strong>In questo contesto, anche la dimensione sociale ed etica del design non pu\u00f2 essere trascurata, poich\u00e9 il rispetto per l\u2019ambiente si riflette in un impegno per l\u2019equit\u00e0 sociale e la sicurezza lungo tutta la filiera produttiva. Scegliere prodotti che favoriscono la sostenibilit\u00e0 diventa allora non solo una scelta estetica o funzionale, ma un atto di responsabilit\u00e0 verso le future generazioni, un primo passo verso un futuro in cui le nostre case possano diventare il punto di partenza di una rivoluzione green.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le nuove frontiere del design sostenibile: dal greenwashing alla biomimesi<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il concetto di <em>design sostenibile<\/em> \u00e8 ormai parte integrante del lessico contemporaneo, bench\u00e9 all&#8217;inizio molti brand vi si siano accostati con una superficialit\u00e0 disarmante, mascherando pratiche di <em>greenwashing<\/em> dietro una patina di presunto ecologismo. Fu l\u2019ambientalista <strong>Jay Westerveld<\/strong>, nel 1986, a coniare questo termine per denunciare l&#8217;ipocrisia di certe catene alberghiere, mentre il pubblicitario <strong>Jerry Mander<\/strong> definiva questo fenomeno come una vera e propria \u201c<strong>ecopornografia<\/strong>.\u201d Tuttavia, la distanza tra la facciata e l&#8217;autenticit\u00e0 si \u00e8 assottigliata, trasformando il panorama globale del design in un terreno fertile per soluzioni davvero innovative e sostenibili. Oggi, il design pi\u00f9 avanzato non pu\u00f2 prescindere da un approccio rigoroso alla sostenibilit\u00e0, un cammino che implica l&#8217;adozione di materiali riciclati e riciclabili, la progettazione di prodotti dalla vita lunga, capaci di ridurre l&#8217;impatto ambientale anche in fase di smaltimento, e cicli produttivi a impatto zero. Accanto a questo, emerge con forza la <strong><em>biomimesi<\/em>,<\/strong> una disciplina visionaria che trae ispirazione dai processi biologici della natura per innovare le tecnologie umane.<\/p>\n\n\n\n<p>Del resto, la sensibilit\u00e0 dei consumatori \u00e8 cambiata radicalmente: pi\u00f9 informati e consapevoli, anche grazie alla digitalizzazione dell&#8217;informazione, i clienti di oggi orientano le loro scelte verso prodotti che rispecchiano un\u2019etica green. Questo orientamento si inserisce in un quadro globale pi\u00f9 ampio: la creazione di politiche sostenibili \u00e8 ormai un imperativo per i governi mondiali, come testimonia <strong>l&#8217;Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile<\/strong>, ratificata da 193 Paesi dell\u2019ONU. <strong>I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) di quest\u2019Agenda rappresentano un programma d&#8217;azione mirato a trasformare non solo l&#8217;ambiente, ma anche le sfere economica, sociale e istituzionale, con un orizzonte che si spinge fino al 2030<\/strong>. Cos\u00ec, il design sostenibile non \u00e8 pi\u00f9 una scelta di stile, ma una necessit\u00e0 collettiva, una responsabilit\u00e0 condivisa che coinvolge ogni settore della nostra societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"726\" height=\"430\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/urquiola.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9121\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Patricia Urquiola<\/em><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Novit\u00e0 di Design sostenibile 2024: tra materiali riciclati e soluzioni innovative che ridefiniscono l&#8217;abitare<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Patricia Urquiola<\/strong>, icona della sostenibilit\u00e0, presenta per <strong>Glas Italia<\/strong> una collezione di <em>tavoli<\/em> e <em>consolle<\/em> realizzati in graniglia e scaglie di vetro riciclato al 100%. Ogni pezzo, creato a mano, vanta geometrie irregolari e superfici organiche, disponibili in colorazioni uniche come ghiaccio, giada e miele. Il <em>divano Augusto<\/em>, disegnato da <strong>Vincent Van Duysen<\/strong> per <strong>Molteni&amp;C<\/strong>, offre un equilibrio perfetto tra comfort ed eco-sostenibilit\u00e0, con imbottiture in poliestere PET riciclato e una struttura metallica raffinata e durevole. <strong>Connubia<\/strong>, con il suo programma &#8220;I am green&#8221;, si impegna concretamente per il pianeta attraverso la produzione di arredi circolari, come la <em>sedia Abby<\/em> in polipropilene riciclato, un simbolo dell\u2019economia sostenibile. <strong>MDF Italia<\/strong>, con <em>Array<\/em> disegnato da <strong>Sn\u00f8hetta<\/strong>, rivoluziona il concetto di divano modulare: facile da trasportare e assemblare, riduce l\u2019impatto ambientale grazie a una base in plastica riciclata e una bio-schiuma pensata per il massimo comfort. La collezione <em>Mentha<\/em> di <strong>S-CAB<\/strong>, nata dalla collaborazione con <strong>Archirivolto<\/strong>, sfrutta la plastica certificata riciclata per creare <em>sedie<\/em> eleganti e versatili, ideali per spazi pubblici e privati. <strong>Gallotti&amp;Radice<\/strong> presenta il <em>tavolo Re-Verre<\/em>, realizzato artigianalmente in vetro riciclato, mentre <strong>Pedrali<\/strong> lancia <em>Rizz<\/em>, un <em>tavolo<\/em> in alluminio riciclato e completamente disassemblabile, perfetto per un riciclo efficiente a fine vita. La collezione <em>Tura<\/em> di <strong>Andreu Carulla<\/strong> per <strong>Roca<\/strong>, con <em>lavabi<\/em>, <em>vasche<\/em> e <em>mobili<\/em>, reinterpreta lo stile architettonico di Barcellona, utilizzando materiali naturali e riciclati come legno certificato FSC e feltro. <strong>Riva 1920<\/strong>, con lo <em>sgabello Torrewwod for Suber<\/em>, combina legno massello e sughero riciclato, offrendo un esempio virtuoso di design sostenibile. Infine, <strong>Edra<\/strong> presenta la collezione <em>Every Place<\/em>, con rivestimenti in filato PET riciclato da bottiglie di plastica, resistenti, traspiranti e ignifughi, pensati per ambienti esterni.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste sono solo alcune delle straordinarie innovazioni del design sostenibile nel 2024, che ci mostrano come la creativit\u00e0, quando mossa da un profondo rispetto per l&#8217;ambiente, possa realmente contribuire a ridisegnare il nostro modo di vivere, in armonia con la natura e proiettato verso un futuro migliore.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Clarisse Merlet, studentessa di architettura, trasforma i rifiuti tessili in un materiale rivoluzionario per l\u2019interior design<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Clarisse Merlet,<\/strong> brillante architetta parigina, fondatrice di <strong>FabBRICK,<\/strong> inizia il suo viaggio verso l&#8217;innovazione durante il terzo anno di architettura, quando si imbatte in un dato allarmante e sempre pi\u00f9 evidente: i rifiuti tessili post produzione, post consumo e a fine vita, ammontano a milioni di tonnellate. <strong>Solo in Europa, si parla di 5,8 milioni di tonnellate, ovvero undici chili a persona<\/strong>, con un trend in costante crescita negli ultimi vent&#8217;anni. La maggior parte di questi rifiuti finisce in discarica, inutilizzata, nonostante l&#8217;uso di fibre naturali come isolanti risalga a secoli fa, sia nell&#8217;architettura tradizionale che in quella moderna.<\/p>\n\n\n\n<p>Dotata di un&#8217;intelligenza acuta e visione low-tech, Clarisse decide di trasformare questa catastrofe in opportunit\u00e0, avventurandosi in un esperimento che molti studenti di design e architettura tentano durante i loro studi: <strong>creare un nuovo materiale da costruzione<\/strong>. Nasce cos\u00ec FabBRICK, un progetto che si distingue da altre sperimentazioni, spesso destinate a rimanere solo esercizi accademici, poich\u00e9 ha l&#8217;ambizione di essere una soluzione scalabile e conforme alle rigorose normative europee.<\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo in cui molti provano a combinare materiali di scarto nei cosiddetti <em>kitchen-labs<\/em> (laboratori sperimentali casalinghi), Merlet \u00e8 riuscita dove altri hanno fallito, combinando ingegno, pragmatismo e una visione chiara delle potenzialit\u00e0 industriali. FabBRICK non \u00e8 pi\u00f9 solo un\u2019idea, ma un nuovo paradigma di costruzione sostenibile che pu\u00f2 effettivamente trovare posto nel mercato globale del design e dell\u2019architettura.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"749\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/clarisse-merlet.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9119\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Dal profilo <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/fab.brick\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Instagram<\/a> di Clarisse Merlet<\/em><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un&#8217;idea semplice ma rivoluzionaria<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Con un&#8217;idea semplice ma rivoluzionaria, <strong>Clarisse Merlet<\/strong> \u00e8 riuscita a dare nuova vita a ci\u00f2 che normalmente finirebbe in discarica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00ab<em>Ho preso due vecchie magliette, le ho triturate, mescolate con un collante naturale e dato loro la forma di un mattone. E ha funzionato<\/em>\u00bb<\/strong>; spiega Clarisse, sintetizzando cos\u00ec la nascita di FabBRICK, il materiale che trasforma scarti tessili in soluzioni costruttive solide e sostenibili. Nel 2018, la giovane architetta partecipa al bando di <em>Faire<\/em>, uno degli incubatori pi\u00f9 influenti in Francia per il design innovativo, ottenendo subito il riconoscimento della giuria.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel momento, il suo percorso sembra un fluire naturale verso il successo, sostenuto da molte istituzioni che credono nel progetto. Oggi, il cuore operativo di FabBRICK si trova nel 19\u00b0 arrondissement di Parigi, dove Clarisse ha creato un hub trasparente che unisce showroom, uffici e laboratorio di produzione in un unico spazio. <strong>\u00abVogliamo essere il pi\u00f9 trasparenti possibile con i nostri clienti\u00bb<\/strong> afferma, sottolineando il suo impegno per l&#8217;autenticit\u00e0 e la sostenibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>FabBRICK si \u00e8 guadagnata un posto di rilievo nel panorama del design sostenibile, collaborando con giganti come <strong>Levi&#8217;s, IKEA, Google e Accor,<\/strong> sviluppando progetti su misura che incarnano l&#8217;idea di circolarit\u00e0. <strong>L&#8217;agenzia \u00e8 oggi leader in Francia nella riconversione dei tessuti post-consumo, dimostrando come il rifiuto possa diventare una risorsa preziosa e funzionale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il futuro \u00e8 nell\u2019industrializzazione dei processi di valorizzazione dei rifiuti senza eccezioni<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Clarisse Merlet, con la sua visione pionieristica, punta a trasformare l&#8217;attuale processo artigianale di FabBRICK in un modello industriale, senza rinunciare alla sostenibilit\u00e0 locale. <strong>\u00abOggi, acquistiamo tutti i materiali entro 100 km; domani, vogliamo una fabbrica FabBRICK in ogni regione che produce rifiuti tessili\u00bb;<\/strong> spiega. Il recupero e la trasformazione degli scarti tessili sono sfide comuni in tutto il mondo, complicate dall&#8217;assenza di un sistema obbligatorio di raccolta differenziata del tessile. Merlet intende risolvere questi problemi, offrendo consulenze su misura e workshop per sensibilizzare aziende e istituzioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il processo di riciclo tessile \u00e8 tutt\u2019altro che semplice: non \u00e8 possibile mescolare materiali diversi, e le aziende di riciclaggio accettano solo fibre pure come cotone o poliestere, eliminando bottoni e cerniere. FabBRICK, per\u00f2, ha sviluppato un sistema che integra tutte le parti del tessuto, inclusi materiali plastici e metallici, senza dover separare fibre naturali e sintetiche.<\/strong> Questa ingegnosit\u00e0 permette a Merlet di ottenere mattoni e pannelli isolanti utilizzando l&#8217;intero capo, risolvendo in modo razionale e innovativo le problematiche di smaltimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Con una produzione annua di 12 tonnellate di materiale riciclato e circa 40.000 mattoni, i prodotti FabBRICK si distinguono per le loro propriet\u00e0 isolanti termiche e acustiche. La sfida ora \u00e8 portare questa innovazione su scala industriale, dimostrando che l&#8217;ingegno dei giovani imprenditori pu\u00f2 davvero rivoluzionare i modelli produttivi tradizionali, puntando su riciclo e riuso.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Heineken e le bottiglie scartate come icone di design e simboli di sostenibilit\u00e0<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nell\u2019estate del 2024, <strong>Heineken Sudafrica<\/strong> ha dato vita a un\u2019iniziativa innovativa e sostenibile che ha unito creativit\u00e0 e responsabilit\u00e0 ambientale. Il progetto <em>Waste to Wear<\/em> ha trasformato le bottiglie di vetro scartate in oggetti di design per la casa e accessori di moda, un esempio tangibile di come il riciclo possa tradursi in bellezza e funzionalit\u00e0. Questo progetto \u00e8 stato parte della pi\u00f9 ampia iniziativa <em>Fields Green with Grass, Not Glass<\/em>, che mira a ripulire l\u2019ambiente urbano e promuovere il riciclo, e ha visto la collaborazione con designer locali come <strong>Deji Dada<\/strong> e <strong>Matthew Edwards<\/strong>, e l\u2019agenzia creativa <strong>Sonic State<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Utilizzando bottiglie di Heineken raccolte nei cosiddetti &#8220;punti caldi&#8221; di vetro rotto, i designer hanno creato una collezione unica: 3.000 anelli, 3.000 medaglioni, set da tavola e una lampada a sospensione ispirata al luppolo, mantenendo intatto il caratteristico colore verde delle bottiglie. Tutti i pezzi sono stati realizzati a mano, grazie alla partnership con la rinomata fabbrica <strong>Ngwenya Glass<\/strong> in Eswatini, famosa per la sua maestria nell\u2019artigianato del vetro.<\/p>\n\n\n\n<p>Con questo progetto, Heineken ha voluto non solo ridurre i rifiuti e l\u2019impatto ambientale, ma anche lanciare un messaggio forte sulla sostenibilit\u00e0. Il progetto si \u00e8 affiancato al lancio delle bottiglie a rendere in Sudafrica, mostrando come design ed ecologia possano convivere armoniosamente. Parallelamente, <strong>l\u2019azienda ha istituito le &#8220;Green Zones&#8221; in citt\u00e0 come Citt\u00e0 del Capo, Johannesburg, Pretoria e Durban: spazi di oltre 5.000 metri quadrati trasformati in oasi verdi con piante autoctone, orti e installazioni artistiche, promuovendo biodiversit\u00e0 e benessere urbano.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Waste to Wear<\/em> ha riscosso successo a livello internazionale, ottenendo il bronzo ai New York Festivals Advertising Awards 2024. Questo riconoscimento non ha solo premiato l\u2019estetica del progetto, ma anche il suo impatto nel promuovere il riciclo e il design sostenibile. Heineken ha dimostrato che ci\u00f2 che sembra destinato alla discarica pu\u00f2 invece diventare un&#8217;opportunit\u00e0 per creare oggetti di valore, unendo innovazione, bellezza e rispetto per l\u2019ambiente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalle sedute nate dagli scarti di produzione alle superfici metalliche rigenerate, fino alle pareti forgiate con materiali naturali e la straordinaria metamorfosi dei rifiuti tessili in innovativi elementi di design per interni: il panorama delle proposte di design si trasforma radicalmente, abbracciando una visione in cui il rispetto per il nostro Pianeta \u00e8 il fulcro creativo. Le pi\u00f9 recenti innovazioni progettuali emergono da una ricerca sempre pi\u00f9 avanzata, dedicata alla tutela dell&#8217;ambiente. Ecco le novit\u00e0 pi\u00f9 significative del green design di quest\u2019ultimo anno, che ridefiniscono il concetto di sostenibilit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":9191,"template":"","tags":[],"cat_borders":[273],"class_list":["post-9118","noooborders","type-noooborders","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","cat_borders-arte-e-creativita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/noooborders\/9118","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/noooborders"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/noooborders"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9191"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9118"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9118"},{"taxonomy":"cat_borders","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/cat_borders?post=9118"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}