{"id":8871,"date":"2024-10-04T08:02:28","date_gmt":"2024-10-04T06:02:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.noooagency.com\/?post_type=noooborders&#038;p=8871"},"modified":"2024-12-12T15:57:35","modified_gmt":"2024-12-12T14:57:35","slug":"tra-rainbow-washing-e-disimpegno-ecco-chi-fa-marcia-indietro-su-diversity-inclusion","status":"publish","type":"noooborders","link":"https:\/\/www.noooagency.com\/noooborders\/rainbow-washing-e-disimpegno-marcia-indietro-su-diversity-inclusion\/","title":{"rendered":"Tra Rainbow Washing e disimpegno: ecco chi fa marcia indietro su Diversity &#038; Inclusion"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il ritiro dalle iniziative di Diversity &amp; Inclusion: un dietrofront strategico o una manovra politica?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Negli ultimi mesi, importanti aziende come <strong>Ford<\/strong>, <strong>Harley-Davidson<\/strong>, e <strong>Molson Coors<\/strong> hanno annunciato un ridimensionamento, se non un abbandono, delle loro politiche di <strong>diversity &amp; inclusion<\/strong>. Questo trend, che coinvolge anche altri giganti come <strong>John Deere<\/strong> e <strong>Tractor Supply<\/strong>, solleva domande inquietanti: siamo di fronte a una ridefinizione delle priorit\u00e0 aziendali o a una reazione politica sotto pressione?<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo un recente report di <strong>The Advocate<\/strong>, molte di queste aziende hanno deciso di limitare le proprie politiche D&amp;I in risposta a una crescente pressione politica proveniente da movimenti conservatori. La retorica dell&#8217;<strong>anti-woke<\/strong> sta guadagnando terreno, con leader come <strong>Ron DeSantis<\/strong> che criticano le aziende per il loro apparente allineamento con cause considerate &#8220;progressiste&#8221;. Questa tendenza si \u00e8 tradotta in una sorta di fuga dai valori di inclusione che, fino a poco tempo fa, erano considerati imprescindibili per attrarre talenti e soddisfare le aspettative dei consumatori pi\u00f9 giovani. Ma perch\u00e9 queste aziende stanno facendo marcia indietro?<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il dibattito sulla sostenibilit\u00e0 delle politiche D&amp;I<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Secondo <strong>Bloomberg<\/strong>, l\u2019aumento delle controversie legali legate alle politiche di diversit\u00e0, combinato con una polarizzazione sempre pi\u00f9 marcata nel dibattito pubblico, ha indotto molte aziende a scegliere la cautela. Alcuni leader aziendali hanno dichiarato che queste politiche rischiavano di \u201csnaturare\u201d l\u2019identit\u00e0 dell\u2019azienda e di compromettere l&#8217;equit\u00e0 nei processi di assunzione e promozione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma si tratta di una ricalibrazione necessaria o di una pura operazione di <strong>rainbow washing<\/strong>, dove l&#8217;apparente sostegno alle cause sociali non corrisponde a un precedente, vero impegno?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Secondo un sondaggio di Accenture, il 45% dei consumatori ritiene che molte delle campagne D&amp;I siano tuttora solo di facciata, senza un vero cambiamento all&#8217;interno delle aziende stesse. <\/strong>Eppure, i dati mostrano che le aziende che adottano politiche autentiche di inclusione ottengono migliori risultati finanziari. Uno studio di <strong>McKinsey <\/strong>ha rilevato infatti che le aziende pi\u00f9 inclusive hanno una probabilit\u00e0 del 30% maggiore di superare le loro concorrenti in termini di performance economica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"1080\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rainbow-washing-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8876\" srcset=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rainbow-washing-1.jpg 1920w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rainbow-washing-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rainbow-washing-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rainbow-washing-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rainbow-washing-1-1536x864.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Attivismo: Online vs Offline<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;era precedente all&#8217;avvento dei social media, la politica, specialmente quella studentesca e dei movimenti, era una fucina di idee che si alimentava non solo dell&#8217;urgenza di cambiare il mondo, ma anche di legami umani pi\u00f9 profondi: amicizia, amore, e l&#8217;intimit\u00e0 che nasceva dalla condivisione di ideali comuni. Non era raro che questi spazi fossero impregnati di un\u2019energia unica, dove l&#8217;impegno politico si mescolava alla vita privata, alla voglia di stare insieme e di discutere di visioni rivoluzionarie per il futuro. Questa dimensione \u201coffline\u201d, permetteva di vivere l&#8217;attivismo in maniera pi\u00f9 profonda e visceralmente collegata al quotidiano. Poi, con l\u2019arrivo dei Social, tutto sembra essere cambiato. Scopriamo come.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Slacktivism: quando l&#8217;impegno si limita a un click<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Secondo un&#8217;indagine del <strong>Pew Research Center<\/strong> del 2021, circa il <strong>53% degli adulti americani<\/strong> ha partecipato a qualche forma di attivismo online, dimostrando come la rete sia diventata un canale primario per la mobilitazione politica. Tuttavia, questo attivismo digitale presenta dei limiti evidenti. Spesso, le campagne online si concentrano pi\u00f9 sull&#8217;apparenza che sull&#8217;essenza, dando origine al fenomeno dello <strong>slacktivism<\/strong>, dove l&#8217;impegno si riduce a un semplice click, senza che vi sia un reale coinvolgimento nelle cause sostenute. Questo tipo di attivismo rischia di perdere la sua efficacia, trasformandosi in una forma passiva di partecipazione.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>La mancanza di un coinvolgimento attivo sul campo<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Anche in Europa, l&#8217;attivismo online ha preso piede in modo significativo, specialmente durante momenti cruciali come la pandemia di Covid-19 o le proteste per il cambiamento climatico. Il movimento <strong>Fridays for Future<\/strong> \u00e8 un esempio lampante, diffondendosi rapidamente su piattaforme come <strong>Instagram<\/strong> e <strong>TikTok<\/strong>, coinvolgendo milioni di giovani. Un sondaggio del 2020 di <strong>Statista<\/strong> ha rivelato che il <strong>65% dei giovani europei<\/strong> ritiene che i social media abbiano un impatto significativo nel sensibilizzare le persone su questioni globali come il cambiamento climatico. Tuttavia, nonostante la visibilit\u00e0 acquisita attraverso queste piattaforme, molti dei partecipanti mancano di un coinvolgimento attivo sul campo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema di fondo risiede nella natura stessa delle piattaforme digitali, che facilitano una partecipazione rapida e spesso superficiale, ma difficilmente innescano un impegno concreto e continuativo. I social media permettono di esprimere solidariet\u00e0 o indignazione in maniera immediata, ma raramente portano a un cambiamento reale o a un&#8217;azione concreta. Come indicato da <strong>Pew Research<\/strong>, questo tipo di partecipazione pu\u00f2 creare un&#8217;illusione di attivismo che, in realt\u00e0, non sfocia in un reale impatto sociale.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un esercizio di vulnerabilit\u00e0<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>In un mondo sempre pi\u00f9 frammentato e polarizzato, l&#8217;impegno politico richiede una dose di coraggio che pochi sono disposti ad assumersi. <strong>L&#8217;attivismo, soprattutto quando coinvolge questioni identitarie, \u00e8 un esercizio costante di vulnerabilit\u00e0. <\/strong>Bisogna esporre non solo i nostri tratti migliori, ma anche quelli peggiori: la paura, l&#8217;ansia, la frustrazione che affliggono ogni individuo quando si espone a giudizi altrui. Oggi, pi\u00f9 che mai, l&#8217;azione politica richiede di superare la barriera del giudizio esterno e di accettare una particolare forma di nevrosi: quella derivante dal dover conciliare le proprie convinzioni intime con l&#8217;impatto reale che si pu\u00f2 sperare di avere sulla societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il 72% dei giovani \u00e8 preoccupato per il giudizio che riceve sui social media<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>I dati parlano chiaro: una ricerca della <strong>Harvard University<\/strong> ha rilevato che il <strong>72% dei giovani attivisti<\/strong> ammette di essere preoccupato per il giudizio che riceve sui social media quando espone le proprie opinioni politiche. Non si tratta solo di paura dell&#8217;ostracismo, ma di una nevrosi legata all&#8217;autenticit\u00e0: <strong><em>come faccio a rappresentare me stesso senza venire schiacciato dalle aspettative altrui?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa tensione \u00e8 accentuata dalla cultura digitale contemporanea, che rende ogni azione immediatamente visibile e, di conseguenza, giudicabile. In Europa, un sondaggio di <strong>Statista<\/strong> del 2021 ha mostrato che il <strong>65% degli europei<\/strong> di et\u00e0 compresa tra i 18 e i 35 anni considera i social media un&#8217;arma a doppio taglio: da un lato, offrono un palcoscenico per le loro voci, dall&#8217;altro alimentano una crescente pressione sociale che li spinge a conformarsi alle opinioni dominanti, pena l\u2019esclusione sociale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"980\" height=\"655\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rainbow-washing-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8880\" srcset=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rainbow-washing-2.jpg 980w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rainbow-washing-2-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rainbow-washing-2-768x513.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Diversit\u00e0, equit\u00e0 e inclusione nel concreto<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Le politiche di <strong>diversit\u00e0, equit\u00e0 e inclusione (DEI)<\/strong> rappresentano un insieme complesso di pratiche che mirano a creare spazi pi\u00f9 inclusivi per persone di ogni estrazione sociale, etnia, genere e identit\u00e0 sessuale. Nell\u2019ambito aziendale, queste politiche sono state introdotte per dare a tutte e tutti le stesse opportunit\u00e0 di carriera, cercando di rimuovere barriere che tradizionalmente ostacolano donne, persone con disabilit\u00e0, minoranze etniche e comunit\u00e0 LGBTQIA+. Alcuni dei sistemi implementati includono l\u2019estensione dei diritti di <strong>maternit\u00e0 e paternit\u00e0 condivisa<\/strong>, il rafforzamento delle <strong>quote rosa<\/strong> e la promozione di un <strong>linguaggio inclusivo<\/strong>. Queste iniziative, tuttavia, non sono monolitiche e variano notevolmente a seconda del contesto geografico e aziendale<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gender Equality Strategy 2020-2025<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>In Europa, <strong>la Commissione Europea<\/strong> ha spinto per l&#8217;adozione di politiche pi\u00f9 inclusive nel settore privato e pubblico, promuovendo <strong>la Gender Equality Strategy 2020-2025<\/strong>, che mira a ridurre il divario di genere e ad aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Secondo dati <strong>Eurostat<\/strong>, nel 2021, solo il <strong>33% delle posizioni di leadership<\/strong> nell&#8217;UE erano occupate da donne, evidenziando la necessit\u00e0 di un cambiamento profondo. Parallelamente, in Italia, il <strong>Global Gender Gap Report 2022<\/strong> ha rilevato che il paese si classifica solo <strong>63esimo<\/strong> su 146 per la parit\u00e0 di genere, sottolineando la necessit\u00e0 di politiche pi\u00f9 efficaci.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vero obiettivo delle politiche DEI \u00e8 creare un ambiente lavorativo dove il talento prevalga su qualsiasi altra considerazione, garantendo pari opportunit\u00e0 a chiunque, indipendentemente dal punto di partenza. In questo senso, il successo delle aziende che implementano politiche DEI autentiche si riflette non solo in termini di equit\u00e0, ma anche di miglioramenti economici. Secondo uno studio di <strong>McKinsey<\/strong>, le aziende con alti livelli di diversit\u00e0 hanno infatti il <strong>35% di probabilit\u00e0 in pi\u00f9<\/strong> di avere una performance finanziaria superiore alla media del settore.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gli Stati Uniti nella<\/strong> \u201c<strong>svolta<\/strong> <strong>anti-DEI\u201d<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Storicamente, gli Stati Uniti hanno guidato l&#8217;adozione delle politiche di <strong>diversity, equality e inclusion (DEI)<\/strong>, con il celebre <strong>Corporate Equality Index (CEI)<\/strong> sviluppato dalla <strong>Human Rights Campaign<\/strong>. Questo strumento, creato per certificare le aziende pi\u00f9 inclusive verso la comunit\u00e0 LGBTQIA+, \u00e8 stato un faro di progresso sociale e un motore di innovazione nelle politiche aziendali. Il CEI ha premiato quelle aziende che hanno abbracciato valori di equit\u00e0 e inclusione, tra cui colossi come <strong>Apple<\/strong>, <strong>Google<\/strong>, e <strong>Microsoft<\/strong>, tutte valutate con il punteggio massimo per l\u2019inclusivit\u00e0, secondo il rapporto del <strong>2023<\/strong> della <strong>Human Rights Campaign.<\/strong> Tuttavia, la crescente polarizzazione politica degli Stati Uniti ha creato un clima di ostilit\u00e0 verso queste politiche, con l\u2019associazione Human Rights Campaign sempre pi\u00f9 associata a posizioni progressiste, soprattutto dopo il sostegno a figure politiche come <strong>Kamala Harris<\/strong>. Questa inclinazione ha messo la HRC nel mirino delle frange pi\u00f9 estremiste del Partito Repubblicano, con il <strong>Corporate Equality Index<\/strong> che \u00e8 divenuto una delle principali vittime di una <strong>svolta<\/strong> <strong>anti-DEI<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Harley Davidson e Ford: la ritirata delle politiche DEI<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Tra i casi pi\u00f9 emblematici, la decisione di <strong>Harley Davidson<\/strong> di abbandonare apertamente le sue politiche di inclusione. <strong>In un comunicato via Twitter del 19 agosto 2024, l\u2019azienda ha dichiarato che dal mese di aprile non segue pi\u00f9 un programma DEI strutturato e non partecipa pi\u00f9 al CEI della Human Rights Campaign.<\/strong> Questa decisione \u00e8 stata interpretata come una risposta diretta agli attacchi provenienti da gruppi repubblicani, contrari a ci\u00f2 che considerano <em>discriminazioni<\/em> nei confronti dei dipendenti non inclusi nelle politiche DEI .<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo, <strong>Ford<\/strong> ha iniziato a ritirare i propri investimenti in iniziative pubbliche non direttamente collegate al suo core business. In particolare, la casa automobilistica ha smesso di partecipare a manifestazioni come il Pride, segnalando una ritirata dalla visibilit\u00e0 pubblica delle sue politiche DEI in risposta a pressioni politiche e sociali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rw-nooo-borders-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8882\" srcset=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rw-nooo-borders-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rw-nooo-borders-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rw-nooo-borders-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rw-nooo-borders-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rw-nooo-borders-2048x1366.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il caso Ford e l&#8217;ombra sull&#8217;inclusione aziendale<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Tra i giganti del settore che stanno facendo marcia indietro sulle politiche di <strong>Diversity &amp; Inclusion<\/strong>, Ford spicca come uno dei casi pi\u00f9 emblematici. Sebbene non ci sia stata una dichiarazione ufficiale pubblica, una nota interna diffusa dal CEO <strong>Jim Farley<\/strong> ha rivelato l\u2019intenzione di concentrare gli sforzi aziendali su ci\u00f2 che conta davvero per l\u2019azienda: clienti, dipendenti e comunit\u00e0, evitando di esprimersi sui temi polarizzanti del dibattito pubblico. La lettera di Farley, trapelata ai media, ha anche specificato che Ford non assegna premi o promozioni basati su quote di diversity, segnalando l&#8217;uscita dell&#8217;azienda dal <strong>Corporate Equality Index<\/strong> della Human Rights Campaign, dove Ford aveva a lungo mantenuto un punteggio perfetto.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Anche Lowe\u2019s, Tractor Supply, John Deere, Jack Daniel\u2019s e Coors si ritirano dall&#8217;arena pubblica delle cause sociali<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Questa mossa rappresenta una rottura con il passato, considerando che Ford era tra le 600 aziende statunitensi con il massimo dei voti nel CEI, un segnale tangibile dell&#8217;impegno passato per l\u2019inclusione. Tuttavia, il cambiamento di rotta non riguarda solo Ford. Marchi come <strong>Lowe\u2019s<\/strong>, <strong>Tractor Supply<\/strong>, <strong>John Deere<\/strong>, <strong>Jack Daniel\u2019s<\/strong> e <strong>Coors<\/strong> hanno tutti seguito un percorso simile, abbandonando non solo il CEI ma anche altre classifiche che celebravano i luoghi di lavoro inclusivi, preferendo ritirarsi dall&#8217;arena pubblica delle cause sociali.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un trend che attraversa l\u2019Atlantico?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>In Europa, invece, la situazione \u00e8 diversa. Mentre negli Stati Uniti la polarizzazione politica sta spingendo le aziende a ritirarsi da queste iniziative, nell&#8217;Unione Europea le politiche di DEI restano al centro delle strategie aziendali. Secondo la <strong>Commissione Europea<\/strong>, nel 2020 il 48% delle grandi aziende europee ha implementato politiche attive per promuovere la diversit\u00e0 nei luoghi di lavoro, un dato in crescita rispetto al <strong>36%<\/strong> del 2015. Tuttavia, anche l\u2019Europa non \u00e8 immune a critiche e resistenze. Un report del <strong>Diversity Brand Index 2021<\/strong> ha mostrato che solo il <strong>40%<\/strong> dei dipendenti europei ritiene che le iniziative di inclusione siano realmente efficaci nel cambiare la cultura aziendale, suggerendo che molto resta ancora da fare per trasformare la DEI in un vero motore di cambiamento.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019Italia al 63\u00b0 posto<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>In Italia, il <strong>Global Gender Gap Report 2022<\/strong> rivela che, nonostante alcune conquiste, il divario di genere rimane significativo, con il paese al <strong>63\u00b0 posto su 146<\/strong> nazioni. Questo sottolinea come le politiche di inclusione e uguaglianza di genere, sebbene in crescita, siano ancora limitate nei loro effetti pratici.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>L&#8217;effetto boomerang del ritiro delle politiche inclusive<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il ritiro delle politiche di <strong>diversit\u00e0, equit\u00e0 e inclusione (DEI)<\/strong> da parte di alcuni brand potrebbe avere conseguenze inaspettate. Secondo la <strong>Human Rights Campaign<\/strong>, <strong>oltre l\u201980% degli adulti LGBTQIA+ boicotterebbe un\u2019azienda che riduce tali politiche, e pi\u00f9 della met\u00e0 inciterebbe altri a fare lo stesso. <\/strong>Questi numeri rivelano una potenziale perdita di fiducia da parte di una fetta di consumatori, in particolare tra <strong>Millennial<\/strong> e <strong>Gen Z<\/strong>, generazioni particolarmente sensibili ai valori di inclusione e giustizia sociale. Tuttavia, il rischio calcolato da marchi come <strong>Harley Davidson<\/strong>, <strong>Ford<\/strong> e <strong>Coors<\/strong>, che hanno un pubblico prevalentemente maschile, bianco e cisgender, riflette una scelta strategica in risposta alla crescente polarizzazione sociale negli Stati Uniti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diverse grandi aziende stanno riducendo le loro iniziative di diversity &#038; inclusion in risposta a pressioni politiche e timori finanziari, sollevando interrogativi sull&#8217;autenticit\u00e0 del loro impegno sociale precedente. Le politiche di diversit\u00e0, equit\u00e0 e inclusione stanno affrontando una sfida senza precedenti, in particolare negli Stati Uniti, dove il clima politico ha portato a un retrocedere da parte di marchi storici come Harley Davidson e Ford. In Europa, sebbene vi siano alcune resistenze, l\u2019impegno verso l\u2019inclusione sembra ancora saldo, con dati che mostrano un miglioramento nella partecipazione delle donne e delle minoranze etniche nei ruoli decisionali. La domanda rimane se il futuro sar\u00e0 dominato dal pragmatismo economico o da un autentico impegno sociale. Scopriamo insieme che cosa sta succedendo.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":9274,"template":"","tags":[],"cat_borders":[313],"class_list":["post-8871","noooborders","type-noooborders","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","cat_borders-intelligenza-artificiale"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/noooborders\/8871","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/noooborders"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/noooborders"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9274"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8871"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8871"},{"taxonomy":"cat_borders","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/cat_borders?post=8871"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}