{"id":8452,"date":"2024-09-06T09:41:50","date_gmt":"2024-09-06T07:41:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.noooagency.com\/?post_type=noooborders&#038;p=8452"},"modified":"2024-12-12T15:57:17","modified_gmt":"2024-12-12T14:57:17","slug":"chi-sono-gli-info-encer-i-nuovi-protagonisti-dellinformazione-digitale","status":"publish","type":"noooborders","link":"https:\/\/www.noooagency.com\/noooborders\/chi-sono-gli-info-encer-i-nuovi-protagonisti-dellinformazione-digitale\/","title":{"rendered":"Chi sono gli Info-encer: i nuovi protagonisti dell\u2019informazione digitale"},"content":{"rendered":"\n<p>Come abbiamo gi\u00e0 analizzato in alcuni dei nostri precedenti articoli, tra cui: <a href=\"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/noooborders\/social-journalism-la-rivoluzione-dellinformazione-in-difesa-della-verita\/\">Social Journalism: la Rivoluzione dell&#8217;Informazione in Difesa della Verit\u00e0<\/a>, il fenomeno della fusione tra giornalismo e social media continua a evolversi con un&#8217;intensit\u00e0 che non possiamo ignorare. Ma come siamo arrivati a questo punto? E perch\u00e9 la linea di demarcazione tra social e giornalismo sta scomparendo?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-nooo-agency wp-block-embed-nooo-agency\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"YxF9JRRiHm\"><a href=\"https:\/\/www.noooagency.com\/noooborders\/social-journalism-la-rivoluzione-dellinformazione-in-difesa-della-verita\/\">Social Journalism: la rivoluzione dell&#8217;informazione in difesa della verit\u00e0<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Social Journalism: la rivoluzione dell&#8217;informazione in difesa della verit\u00e0&#8221; &#8212; NOOO Agency\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/noooborders\/social-journalism-la-rivoluzione-dellinformazione-in-difesa-della-verita\/embed\/#?secret=DtNT4toEc2#?secret=YxF9JRRiHm\" data-secret=\"YxF9JRRiHm\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>La figura pi\u00f9 ambita dai media:<\/strong> il giornalista-creator<\/h4>\n\n\n\n<p>In un contesto in cui il giornalismo tradizionale e i social media si intrecciano in modi sempre pi\u00f9 complessi, emerge una nuova figura professionale: <strong>l\u2019info-encer<\/strong>. Questo termine, introdotto per la prima volta dal <strong>New York Times<\/strong>, si riferisce a individui che, pur non avendo mai scritto un articolo per una testata giornalistica tradizionale, hanno creato e consolidato una carriera professionale esclusivamente attraverso la loro presenza e attivit\u00e0 sui social media. <strong>Questi creatori di contenuti non si limitano a riportare notizie, ma le filtrano, le interpretano e le contestualizzano per il loro pubblico, costruendo una reputazione basata su fiducia e autorevolezza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;info-encer rappresenta cos\u00ec una fusione tra il giornalista e il creator, ma con un focus meno sulla scoperta delle notizie e pi\u00f9 sull&#8217;interpretazione e la spiegazione di queste ultime. Esempi italiani di questo fenomeno includono <strong>Alessandro Masala<\/strong>, il cui canale YouTube Breaking Italy conta oltre 850.000 iscritti, <strong>Olimpia Peroni<\/strong>, che con 200.000 follower tra TikTok e Instagram, ha iniziato la sua carriera raccontando casi di cronaca, prima di essere reclutata da <em>Fanpage<\/em>, una delle testate online pi\u00f9 seguite in Italia; e <strong>Marco Montemagno<\/strong>, che, partendo da una carriera televisiva, ha costruito un impero mediatico online grazie ai social media. Attraverso i suoi video, Montemagno fornisce analisi e commenti su temi di attualit\u00e0 e tecnologia, con un seguito di oltre 1,3 milioni di follower su Facebook.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa dinamica ha creato un paradosso: <strong>mentre molti giornalisti cercano di emanciparsi dalle testate tradizionali per costruire un seguito indipendente, le stesse testate iniziano a integrare influencer dell&#8217;informazione nelle loro redazioni per beneficiare della loro capacit\u00e0 di attrarre un vasto pubblico. <\/strong>Questo scenario riflette una tendenza pi\u00f9 ampia: secondo una recente indagine di <em>Pew Research<\/em>, <strong>il 50% del pubblico americano si informa attraverso i social network.<\/strong> Un dato analogo emerge in Europa, dove <strong>il 28% della popolazione utilizza principalmente i social media per accedere alle notizie online<\/strong>, con una crescita significativa rispetto al 23% del 2018, soprattutto tra i giovani di et\u00e0 compresa tra 18 e 24 anni.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tutta \u201ccolpa\u201d dei Social. O forse\u2026 <em>merito<\/em>?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Ebbene, s\u00ec: i <strong>Social Network<\/strong> non si sono limitati a erodere la storica autorit\u00e0 delle testate giornalistiche, ma hanno letteralmente <strong>rivoluzionato il panorama mediatico<\/strong>, dando origine a nuove figure professionali che incarnano una sintesi perfetta tra l\u2019influencer e il giornalista. Questi nuovi giornalisti-creator, con il loro approccio vivace e interattivo, stanno ridefinendo ruoli e linguaggi, riformulando tutti i modelli che hanno per lungo tempo dominato l\u2019informazione. I Social, oltre a rappresentare un canale immediato per dialogare con il pubblico e i colleghi, si sono rapidamente imposti come un requisito indispensabile, per chi lavora nell\u2019informazione, e spesso richiesti dalle stesse testate per le quali i giornalisti lavorano. <strong>La presenza sui social non \u00e8 pertanto pi\u00f9 una semplice opzione, ma una necessit\u00e0 dettata dalle nuove dinamiche comunicative.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dalla carta stampata ai social e al podcast: le star del \u201cvecchio\u201d giornalismo che ora dominano il digitale<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni abbiamo assistito alla trasformazione di figure di spicco del giornalismo italiano in veri e propri protagonisti del mondo digitale. <strong>Enrico Mentana<\/strong>, ad esempio, non ha utilizzato i social solo come strumento di diffusione di notizie; le sue pungenti e ironiche &#8220;blastate&#8221; su Facebook hanno trasformato il suo profilo in un punto di riferimento per l\u2019interazione diretta con i lettori. Parallelamente, giornalisti come <strong>Andrea Scanzi<\/strong> hanno sfruttato le potenzialit\u00e0 dei social per espandere la loro influenza, raggiungendo un vasto pubblico e consolidando il proprio ruolo di opinion leader. Allo stesso tempo, blogger come <strong>Selvaggia Lucarelli<\/strong> hanno visto il proprio seguito crescere esponenzialmente, utilizzando i social non solo per esprimere opinioni, ma in alcuni casi anche per \u201ccondizionare\u201d l\u2019opinione pubblica. <strong>Giorgio Taverniti<\/strong>, noto esperto di SEO e digital marketing, ha costruito una solida carriera come divulgatore attraverso i social media, con un canale YouTube che conta oltre 100.000 iscritti e una forte presenza su Facebook e Instagram, dove condivide regolarmente consigli e riflessioni sul mondo digitale. <strong>Mario Calabresi<\/strong>, ex direttore di <em>La Stampa<\/em> e <em>La Repubblica<\/em>, ha saputo reinventarsi con il progetto digitale <strong>Altre Storie<\/strong>, una newsletter che racconta storie dimenticate e inedite, raggiungendo migliaia di abbonati; infine <strong>Francesco Costa<\/strong>, con il suo podcast <strong>Morning<\/strong> e la newsletter <strong>Da Costa a Costa<\/strong>, ha creato una piattaforma che informa e appassiona il pubblico su temi internazionali, in particolare sulla politica americana, accumulando oltre 100.000 iscritti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"574\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Infoencers_NOOOBorders_1-1024x574.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8587\" srcset=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Infoencers_NOOOBorders_1-1024x574.jpg 1024w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Infoencers_NOOOBorders_1-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Infoencers_NOOOBorders_1-768x430.jpg 768w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Infoencers_NOOOBorders_1.jpg 1456w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>E quando il passo <em>\u00e8 dai Social al Giornalismo? <\/em>Ecco le star dell\u2019informazione che sono nate in Rete<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Non sono solo i giornalisti tradizionali ad aver trovato un nuovo spazio nell&#8217;era digitale. Accanto a loro, emergono figure che hanno fatto della rete il proprio palcoscenico, diventando vere e proprie icone dell&#8217;informazione contemporanea. Questi creatori di contenuti, cresciuti direttamente nell&#8217;ambiente digitale, stanno ridefinendo il modo in cui le notizie e le opinioni vengono condivise e consumate. <strong>Casey Neistat<\/strong>, ad esempio, ha trasformato il suo canale YouTube in un fenomeno globale con oltre 12 milioni di iscritti. I suoi video combinano storytelling personale con l\u2019analisi di temi di attualit\u00e0, raggiungendo un pubblico vasto e diversificato. Neistat non si limita a intrattenere; utilizza la sua influenza per commentare la cultura pop e le questioni sociali, diventando una voce rilevante nel panorama mediatico globale.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro esempio di successo \u00e8 <strong>Huda Kattan<\/strong>, fondatrice di <em>Huda Beauty<\/em>. Partita come guru del beauty su Instagram, Kattan ha saputo ampliare il suo campo d&#8217;azione, trattando anche temi sociali e culturali con la sua enorme base di oltre 50 milioni di follower. La sua capacit\u00e0 di coniugare contenuti di bellezza con messaggi pi\u00f9 profondi ha fatto di lei una delle figure pi\u00f9 influenti nel mondo dei social media. Ma la lista delle nuove icone dell&#8217;informazione digitale \u00e8 lunga e diversificata. C&#8217;\u00e8 <strong>Philip DeFranco<\/strong>, che con oltre 6 milioni di iscritti su YouTube ha trasformato il suo canale in una piattaforma di notizie e commenti, influenzando un vasto pubblico grazie al suo stile diretto e accessibile. Oppure <strong>Lilly Singh<\/strong>, che con i suoi 14 milioni di iscritti su YouTube, ha saputo mescolare umorismo e temi sociali, diventando una voce rilevante per una generazione giovane e connessa.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le  nuove generazioni di Info-encer italiani che stanno ridefinendo il panorama mediatico<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>E che dire del nostro Paese? Gli italiani non sono certo da meno, con una nuova generazione di giornalisti-creator e piattaforme seguitissime che spesso vantano redazioni molto strutturate che nulla hanno da invidiare alle testate tradizionali, (anche in termini di fatturato.)<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche esempio? Non possiamo che iniziare da <strong>Will Media<\/strong>, fondato da <strong>Francesco Zaffarano<\/strong>: un esempio di come il giornalismo possa evolversi in un contesto multicanale, raggiungendo oltre <strong>1,3 milioni di follower<\/strong> su Instagram e sfruttando altre piattaforme come YouTube e Telegram per consolidare il rapporto con il pubblico giovane e attento alle questioni sociali e ambientali\u200b. Un altro caso interessante \u00e8 <strong>Breaking Italy,<\/strong> il canale YouTube di <strong>Alessandro Masala<\/strong>, che con oltre <strong>600.000<\/strong> iscritti \u00e8 diventato un punto di riferimento per analisi critiche su politica e cultura pop, dimostrando come un contenuto di qualit\u00e0 possa costruire una comunit\u00e0 fedele e partecipe; e <strong>Factanza<\/strong>, fondata nel 2020 da <strong>Livia Vigan\u00f2 e Bianca Arrighini<\/strong>: una piattaforma italiana con <strong>790.000 <\/strong>follower<strong> <\/strong>su Instagram che si dedica a semplificare le notizie per un pubblico di giovanissimi. Infine, come non citare <strong>Welcome To Favelas<\/strong>, con <strong>887.000 follower<\/strong> su Instagram, <strong>516.000<\/strong> su Telegram e <strong>117.000<\/strong> su TikTok?<\/p>\n\n\n\n<p>A proposito, se te la sei persa, puoi leggere la nostra esclusiva <a href=\"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/noooborders\/welcome-to-favelas-e-il-futuro-dei-media-intervista-al-fondatore-massimiliano-zossolo-sulle-nuove-regole-dellinformazione-online\/\">Intervista al fondatore Massimiliano Zossolo sulle nuove regole dell\u2019informazione online<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-nooo-agency wp-block-embed-nooo-agency\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"Q5BwOhzsSe\"><a href=\"https:\/\/www.noooagency.com\/noooborders\/welcome-to-favelas-e-il-futuro-dei-media-intervista-al-fondatore-massimiliano-zossolo-sulle-nuove-regole-dellinformazione-online\/\">Welcome to Favelas e il futuro dei media. Intervista al fondatore Massimiliano Zossolo sulle nuove regole dell\u2019informazione online.<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Welcome to Favelas e il futuro dei media. Intervista al fondatore Massimiliano Zossolo sulle nuove regole dell\u2019informazione online.&#8221; &#8212; NOOO Agency\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/noooborders\/welcome-to-favelas-e-il-futuro-dei-media-intervista-al-fondatore-massimiliano-zossolo-sulle-nuove-regole-dellinformazione-online\/embed\/#?secret=k2CRoIdF8O#?secret=Q5BwOhzsSe\" data-secret=\"Q5BwOhzsSe\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Queste nuove voci nel panorama mediatico dimostrano che il futuro del giornalismo italiano non pu\u00f2 pi\u00f9 prescindere dalla capacit\u00e0 di interagire con il pubblico attraverso i social media, integrando tradizione e innovazione per rispondere alle sfide della comunicazione contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come gli Info-encer stanno cambiando i social<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;attuale panorama digitale, non solo il \u201clavoro del giornalista\u201d, ma anche i profili social dei giornalisti e le piattaforme stesse stanno attraversando una metamorfosi significativa. &nbsp;<strong>Da semplici strumenti per incrementare il traffico verso le testate, i Social si stanno trasformando in veri e propri hub di contenuti originali, creati appositamente per le piattaforme stesse.<\/strong> Questi contenuti, spesso nati e consumati esclusivamente all&#8217;interno dei Social, sono finalizzati non solo ad accrescere il seguito dell\u2019info-encer, ma anche a <strong>generare nuove opportunit\u00e0 economiche e professionali come eventi, corsi e workshop. <\/strong>Questa tendenza ha permesso ai giornalisti pi\u00f9 abili nella gestione delle loro community di costruire un rapporto di fiducia diretto con il pubblico, sfuggendo alla crisi di credibilit\u00e0 che ha colpito molte testate tradizionali. <strong>Siamo infatti nel pieno di quella che \u00e8 stata definita &#8220;l&#8217;era della reputazione online,&#8221; dove l&#8217;informazione acquista valore solo se filtrata e convalidata da fonti fidate.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>La &#8220;Sacra Triade&#8221; del giornalismo contemporaneo: social, newsletter e podcast.<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Il trasferimento della fiducia dal marchio della testata al singolo giornalista, ha finito per mettere in crisi proprio quelle stesse testate che avevano incoraggiato i loro collaboratori a costruirsi una presenza sui social.<\/strong> Il mondo dell&#8217;informazione si \u00e8 cos\u00ec personalizzato, permettendo ai giornalisti di emanciparsi, almeno in parte, dalle loro testate originarie. Non sono pi\u00f9 le redazioni a cercare firme di prestigio, ma sono i giornalisti stessi a diventare delle vere e proprie <strong>media company<\/strong> autonome.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi internazionali abbondano. <strong>Casey Newton<\/strong>, ex firma di <em>The Verge<\/em>, ha lasciato la testata per dedicarsi completamente alla sua newsletter <strong>The Platformer<\/strong>. Laura Shin, ex giornalista di <em>Forbes<\/em>, ha fatto altrettanto, focalizzandosi sul suo podcast <strong>Unchained<\/strong>, dedicato al mondo delle criptovalute. Questi casi rappresentano appieno la &#8220;sacra triade&#8221; del giornalismo contemporaneo: social network, newsletter e podcast. Tre strumenti diversi, ma complementari, che permettono ai giornalisti di coltivare e monetizzare la propria nicchia di pubblico, spostando l&#8217;attenzione dalla testata al singolo professionista, soprattutto se specializzato in ambiti specifici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 guerra di territorio per il controllo dell&#8217;informazione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 quasi il 2025 e il panorama dei media \u00e8 profondamente mutato: il tradizionale funnel di distribuzione dei contenuti si \u00e8 frammentato, le strategie verticali dominano e la parola d&#8217;ordine \u00e8 \u201cDigitale\u201d. <strong>Ci troviamo di fronte a una vera e propria guerra di territorio per il controllo dell&#8217;informazione, con gli info-encer al centro di questa battaglia.<\/strong> Il panorama mediatico sta spostando l&#8217;attenzione dalle fonti tradizionali verso voci di nicchia, meno di massa ma pi\u00f9 affidabili. Questo cambiamento ha portato a un coinvolgimento pi\u00f9 profondo con un pubblico leale e attento, un pubblico che i brand cercano di conquistare con crescente difficolt\u00e0. Nel frattempo, i media tradizionali, alle prese con nuovi formati e abitudini di consumo, si trovano a fronteggiare una concorrenza inedita: quella tra giornalisti professionisti e influencer. Un esempio emblematico di questa trasformazione si \u00e8 verificato nel Regno Unito, quando il gruppo editoriale <strong>Reach<\/strong> &#8211; proprietario di testate come il <em>Daily Mirror, <\/em>il<em> Daily Express <\/em>e il<em> Manchester Evening News<\/em> &#8211; <strong>ha annunciato il licenziamento di 450 dipendenti, con l&#8217;intento di sostituirli con influencer.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;amministratore delegato <strong>Jim Mullen<\/strong> ha dichiarato al <em>Telegraph<\/em>: \u00abNon piace quando uso la parola influencer qui, ma abbiamo portato a bordo persone che hanno un seguito e&#8230; le abbiamo addestrate per garantire che sappiano scrivere nel modo giusto\u00bb. In pratica, sembra che gli influencer stiano diventando i nuovi giornalisti, un modello che ha perfettamente senso dal punto di vista commerciale, dato che <strong>il 20% dei giovani tra i 18 e i 24 anni utilizza TikTok come principale fonte di notizie.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"574\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Infoencers_NOOOBorders_2-1024x574.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8589\" srcset=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Infoencers_NOOOBorders_2-1024x574.jpg 1024w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Infoencers_NOOOBorders_2-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Infoencers_NOOOBorders_2-768x430.jpg 768w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Infoencers_NOOOBorders_2.jpg 1456w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Il dibattito online: qualunque influencer pu\u00f2 diventare un giornalista?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In rete in dibattito \u00e8 aperto e acceso pi\u00f9 che mai. Sono in molti a chiedersi: Qualunque micro o macro-influencer pu\u00f2 diventare un giornalista? Solo perch\u00e9 hanno una grande audience, significa che possono raccontare storie in modo equilibrato? E alcuni sostengono che la capacit\u00e0 di coinvolgere il pubblico non si traduce automaticamente nella competenza di condurre un&#8217;intervista seria o di trattare temi complessi con la dovuta etica. Una volta che un influencer varca la soglia per diventare un info-encer, emergono questioni etiche importanti, ambito in cui i giornalisti professionisti, formati per essere \u201ccustodi della verit\u00e0\u201d, eccellono. Gli influencer, invece, spesso mancano di questo rigore.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, seppure con numerosi dubbi, la minaccia per i giornalisti tradizionali \u00e8 reale. <strong>I formati stanno cambiando e i nuovi giornalisti devono possedere competenze che vanno oltre la scrittura tradizionale: dalla capacit\u00e0 di presentare contenuti video, al montaggio, alla gestione delle community e alla distribuzione attraverso i canali social, specialmente per testate che si rivolgono a un pubblico giovane.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma questa trasformazione offre anche opportunit\u00e0. La nuova formazione giornalistica fornisce le basi per acquisire e adattare queste nuove competenze, permettendo ai giornalisti di crescere e prosperare in un ambiente dominato dai social.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Comprendere i media verticali, creare contenuti brevi e accessibili, e semplificare argomenti complessi sono le nuove sfide.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un esempio di successo? <strong>Ros Atkins<\/strong> della BBC, che ha intuito in anticipo la tendenza dei video in formato breve, diffondendoli sui social media e in TV. Gli aspiranti info-encer potrebbero semplicemente seguire questo modello.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le nuove sfide del Digital Journalism: algoritmi imprevedibili<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>\u00c8 diffusa l&#8217;opinione che i social media siano inidonei a veicolare un&#8217;informazione di qualit\u00e0, spesso considerati strumenti pi\u00f9 adatti all\u2019intrattenimento superficiale che alla divulgazione seria. La differenza fondamentale con le testate tradizionali risiede nel modo in cui le notizie raggiungono il pubblico: su Facebook, Instagram o TikTok, non siamo noi a cercare l&#8217;informazione, ma \u00e8 l\u2019algoritmo che decide cosa mostrarci, calibrando i contenuti in base ai nostri interessi presunti. Questo meccanismo, se da un lato favorisce la scoperta di argomenti di tendenza, dall\u2019altro solleva il rischio di incappare in una ricerca spasmodica del sensazionalismo, spesso a scapito dell\u2019accuratezza e della profondit\u00e0. Tuttavia, \u00e8 fondamentale riconoscere che anche le pagine social delle testate giornalistiche tradizionali hanno contribuito a questa deriva, privilegiando contenuti virali rispetto alla qualit\u00e0. In questa ottica, gli info-encer potrebbero rappresentare una sintesi virtuosa, coniugando le esigenze quantitative delle piattaforme con un\u2019informazione pi\u00f9 rigorosa e contestualizzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, i rischi non mancano. Uno dei pericoli pi\u00f9 insidiosi \u00e8 rappresentato dal potere discrezionale delle piattaforme, che possono modificare le loro politiche in qualsiasi momento, lasciando i creator dell\u2019informazione in balia di logiche commerciali imprevedibili. Un esempio emblematico \u00e8 stato il cambio di algoritmo di Instagram, che nel febbraio 2023 ha deciso di limitare la visibilit\u00e0 dei contenuti di natura politica. Questa mossa ha portato a un calo del 26% nell&#8217;engagement dei principali account informativi in lingua inglese, secondo i dati di <em>Dash Hudson.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019ingestibilit\u00e0 di Tik Tok<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La situazione su TikTok \u00e8 ancora pi\u00f9 complessa. La piattaforma cinese, a differenza di Instagram, si basa quasi esclusivamente sul suo algoritmo per determinare la viralit\u00e0 dei contenuti, rendendo meno rilevante il numero di follower e aumentando l&#8217;imprevedibilit\u00e0 dei risultati. Questo spinge i creator a una continua ricerca di contenuti che colpiscano, rischiando di sacrificare la qualit\u00e0 per l\u2019immediata gratificazione del pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo scenario, \u00e8 evidente che la trasformazione del giornalismo non pu\u00f2 essere ostacolata, ma piuttosto <em>gestita.<\/em> Come sottolineato da <em>The Critic<\/em>, <strong>ogni forma di media \u00e8 il prodotto di un&#8217;epoca e delle tecnologie che la caratterizzano. I giornali cartacei, i programmi d&#8217;informazione televisivi e ora i social media sono tutti strumenti che riflettono il loro tempo.<\/strong> L&#8217;informazione deve adattarsi a queste nuove realt\u00e0, sfruttando le opportunit\u00e0 offerte senza perdere di vista l&#8217;integrit\u00e0 professionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come abbiamo gi\u00e0 analizzato in alcuni dei nostri precedenti articoli, tra cui: Social Journalism: la Rivoluzione dell&#8217;Informazione in Difesa della Verit\u00e0, il fenomeno della fusione tra giornalismo e social media continua a evolversi con un&#8217;intensit\u00e0 che non possiamo ignorare. Ma come siamo arrivati a questo punto? 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