{"id":13024,"date":"2026-05-08T13:32:59","date_gmt":"2026-05-08T11:32:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.noooagency.com\/?post_type=noooborders&#038;p=13024"},"modified":"2026-05-12T15:44:21","modified_gmt":"2026-05-12T13:44:21","slug":"beyond-the-plate-quando-il-food-smette-di-essere-solo-cibo","status":"publish","type":"noooborders","link":"https:\/\/www.noooagency.com\/noooborders\/beyond-the-plate-quando-il-food-smette-di-essere-solo-cibo\/","title":{"rendered":"Beyond the plate: quando il food smette di essere solo cibo"},"content":{"rendered":"\n<p>Forse \u00e8 stata proprio questa una delle intuizioni pi\u00f9 corrette da cui partire per raccontare <em>Beyond the Plate<\/em>, il nuovo appuntamento della rassegna NOOO TALKING e ospitato all\u2019Hotel Biri a Padova: oggi il food non pu\u00f2 pi\u00f9 essere letto come una semplice industry verticale.<br><br>Non \u00e8 solo cucina, non \u00e8 solo prodotto, non \u00e8 solo ristorazione. \u00c8 un sistema culturale complesso dentro cui si intrecciano<strong> territori, linguaggi, tecnologia, relazioni, valori, sostenibilit\u00e0, comunicazione e trasformazione sociale<\/strong>. Ed \u00e8 proprio da qui che nasce il senso di questo evento e di quelli che verrano.<br><br><em>Beyond the Plate<\/em> \u00e8 stato il primo evento della quarta stagione di NOOO TALKING, il format culturale e divulgativo sviluppato da NOOO negli ultimi quattro anni, nasce con l\u2019idea di <strong>creare connessioni tra mondi diversi<\/strong>: impresa, cultura, ricerca, creativit\u00e0, industria, innovazione. Oltre trenta eventi, pi\u00f9 di sessanta professionisti coinvolti, tante prospettive differenti accomunate da una stessa intenzione: provare a <strong>leggere il presente con uno sguardo pi\u00f9 profondo<\/strong>.<br><br>Dentro questo percorso si inserisce appunto anche <em>Beyond the Plate<\/em>, un appuntamento che rappresenta anche un primo passaggio verso un progetto pi\u00f9 ampio, quello di <strong><em>Future Food<\/em>, in programma il 2 e 3 ottobre a Villa Borromeo Fantoni, a Fontaniva (PD)<\/strong>. Un festival che porter\u00e0 ulteriormente al centro questi temi: il futuro del cibo, certo, ma soprattutto il futuro delle relazioni, delle filiere, delle culture e dei sistemi che il cibo attraversa.<br><br>All\u2019Hotel Biri , il talk ha messo attorno allo stesso tavolo quattro figure apparentemente diverse tra loro: <strong>Chiara Pavan<\/strong>, chef stellata di Venissa che lavora ogni giorno dentro la fragilit\u00e0 della laguna veneziana, <strong>Emanuela Ciuffoli<\/strong>, brand strategist che osserva come i valori delle aziende si stanno trasformando in sistemi culturali, <strong>Ascanio Brozzetti,<\/strong> pastry chef della Pasticceria Giotto, che lavora con persone detenute all\u2019interno del carcere Due Palazzi di Padova, <strong>Marco Bettiol<\/strong>, professore all\u2019Universit\u00e0 di Padova, che studia le trasformazioni del Made in Italy e dei modelli produttivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quattro visioni diverse, ma un unico tema: <strong>cosa significa oggi costruire valore nel mondo del food<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1638\" height=\"2048\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/07.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13029\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il food come linguaggio culturale<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Uno dei passaggi pi\u00f9 interessanti della serata \u00e8 stato il superamento definitivo dell\u2019idea di food come semplice esperienza gastronomica. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Il cibo oggi \u00e8 racconto, memoria, posizionamento culturale, identit\u00e0. \u00c8 un linguaggio capace di condensare trasformazioni sociali, economiche e simboliche.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Lo ha sintetizzato molto bene Emanuela Ciuffoli in una delle definizioni pi\u00f9 forti emerse durante il talk: &#8220;<em>Il food \u00e8 un Atlante. Una mappa che attraversiamo, percorriamo, navighiamo.<\/em>&#8220;<br><br>Un\u2019immagine che restituisce perfettamente il modo in cui il food contemporaneo funzioni sempre di pi\u00f9 come <strong>ecosistema simbolico<\/strong>. <br>Per i brand significa abitare spazi culturali. <br>Per i consumatori significa scegliere appartenenze, sensibilit\u00e0, visioni del mondo. <br>Per i territori significa trasformare tradizioni e paesaggi in linguaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la serata \u00e8 emersa continuamente una tensione: quella tra il prodotto e tutto ci\u00f2 che gli ruota attorno. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Per anni il food \u00e8 stato raccontato soprattutto attraverso la qualit\u00e0 della materia prima, la tecnica, l\u2019esperienza gastronomica. Oggi invece il valore si costruisce sempre di pi\u00f9 dentro sistemi culturali pi\u00f9 complessi: filiere, territori, relazioni, community, immaginari, scelte.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Il punto non \u00e8 pi\u00f9 soltanto cosa arriva nel piatto, ma quale mondo quel piatto riesce a raccontare. E soprattutto quali relazioni, responsabilit\u00e0 e trasformazioni porta con s\u00e9.<br><br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1638\" height=\"2048\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/02beyondtheplate.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13031\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>La sostenibilit\u00e0 non come racconto, ma come sistema<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Uno dei momenti di maggiore interesse ha riguardato il rapporto tra sostenibilit\u00e0 e autenticit\u00e0. Non pi\u00f9 sostenibilit\u00e0 come estetica o linguaggio obbligato, ma come struttura reale delle decisioni.<br><br>\u00c8 stata Chiara Pavan a portare il discorso su un piano estremamente concreto, raccontando come il cambiamento climatico abbia modificato negli anni il suo lavoro dentro la laguna veneziana.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questa esperienza nasce il concetto di cucina ambientale, al centro anche del suo libro, <em><strong>Cucina Ambientale<\/strong><\/em>, uscito proprio il giorno precedente il talk. Una cucina che non usa il territorio come semplice immaginario estetico, ma che prova a entrarci in relazione in maniera responsabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara ha raccontato la laguna non come scenario, ma come organismo fragile. Un ambiente in cui acqua alta, siccit\u00e0, specie invasive e perdita di biodiversit\u00e0 non sono concetti astratti, ma fenomeni che incidono ogni giorno sulla disponibilit\u00e0 degli ingredienti e sul modo stesso di cucinare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Prendersi cura di un luogo anche attraverso i prodotti che si scelgono \u2014 o che si decide di non utilizzare.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo racconto la sostenibilit\u00e0 perde qualsiasi dimensione superficiale. Non \u00e8 un claim, non \u00e8 una postura comunicativa, non \u00e8 un\u2019aggiunta estetica. \u00c8 un <strong>processo quotidiano fatto di dialogo<\/strong> con pescatori e produttori, ridefinizione delle materie prime, utilizzo creativo dello scarto, adattamento continuo alle trasformazioni ambientali.<\/p>\n\n\n\n<p>La cucina ambientale diventa cos\u00ec una forma di risposta. Non ignora il cambiamento, non lo copre con una narrazione rassicurante, ma prova a farne<strong> materia di lavoro, ricerca e responsabilit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>E forse la frase che meglio sintetizza la sua visione \u00e8 quella emersa pi\u00f9 volte durante la conversazione: \u201c<em>Il lusso non \u00e8 abbondanza, ma connessione.<\/em>\u201d Una frase che racconta bene anche un passaggio culturale pi\u00f9 ampio: dal possesso alla relazione, dall\u2019accumulo alla consapevolezza, dalla disponibilit\u00e0 infinita alla capacit\u00e0 di stare dentro un limite.<br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1080\" height=\"1350\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/09b_beyondtheplate.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-13041\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dal racconto alla coerenza<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Se Chiara Pavan ha portato il tema della sostenibilit\u00e0 dentro la concretezza della cucina, Emanuela Ciuffoli ha allargato il discorso al modo in cui oggi aziende e brand costruiscono significato.<br><br>Secondo Emanuela, il problema contemporaneo non \u00e8 la mancanza di storytelling. Al contrario: siamo sommersi dai racconti. Il punto \u00e8 capire quali racconti reggono nel tempo, quali diventano comportamenti, quali riescono davvero a trasformarsi in sistemi.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>I valori non sono pi\u00f9 monumenti da mettere nel sito aziendale. Devono diventare valori di comportamento.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>\u00c8 uno dei passaggi pi\u00f9 forti della serata. Perch\u00e9 sposta il discorso dal piano della comunicazione a quello dell\u2019organizzazione. I valori non possono pi\u00f9 essere elementi decorativi, frasi da company profile o parole appese in una pagina istituzionale. Devono diventare criteri decisionali, orientamenti pratici, modi di scegliere.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui nasce uno dei concetti pi\u00f9 interessanti emersi durante il talk: non pi\u00f9 solo storytelling, non pi\u00f9 soltanto storydoing, ma storykeeping, che rappresenta \u201c<em>la differenza vera \u00e8 tra un\u2019azione e un sistema<\/em>.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Storykeeping significa mantenere nel tempo coerenza e credibilit\u00e0. Significa non limitarsi a raccontare un valore o a trasformarlo in una singola azione, ma costruire una continuit\u00e0 fatta di comportamenti, processi, scelte interne, relazioni con fornitori, filiere e stakeholder.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>In un\u2019epoca attraversata da crisi continue \u2014 climatiche, economiche, geopolitiche, sociali \u2014 <strong>i valori diventano strumenti decisionali<\/strong> molto pi\u00f9 che strumenti comunicativi. Servono a orientarsi nella turbolenza, a scegliere quando il contesto cambia, a non limitarsi a reagire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una riflessione che va ben oltre il food, ma che nel food trova un campo particolarmente evidente. Perch\u00e9 ogni scelta, in questo settore, ha una materialit\u00e0 immediata: cosa produci, da chi compri, cosa comunichi, come tratti le persone, quale immaginario costruisci, quale esperienza offri.<br><br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1638\" height=\"2048\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/04beyondtheplate.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13035\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il valore umano prima della tecnica<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Uno dei momenti emotivamente pi\u00f9 intensi del talk \u00e8 arrivato con l\u2019intervento di Ascanio Brozzetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo tredici anni presso il pluristellato ristorante Le Calandre, Ascanio ha scelto di lavorare dentro il progetto della Pasticceria Giotto, all\u2019interno del carcere di Padova. E il modo in cui ha raccontato questa scelta ha completamente spostato il focus <strong>dalla tecnica alla relazione umana<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Si pu\u00f2 essere un grandissimo cuoco, ma prima bisogna essere una grandissima persona.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Nel suo intervento il lavoro gastronomico diventa quasi secondario rispetto alla costruzione di fiducia. Non perch\u00e9 il prodotto non conti, ma perch\u00e9 il prodotto arriva dopo. Prima ci sono le persone, il modo in cui vengono guardate, ascoltate, accompagnate.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL<em>a base del lavoro sono le relazioni, non l\u2019aspetto tecnico<\/em>&#8220;. <br><br>Brozzetti ha raccontato il carcere come un luogo in cui i dettagli pi\u00f9 piccoli acquisiscono un peso enorme. Uno sguardo, un saluto, il tono con cui si parla, persino il modo in cui si chiude una porta. Tutto diventa segnale. Tutto pu\u00f2 costruire o rompere fiducia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>L\u00ec lo sguardo, la stretta di mano, il saluto la mattina sono importantissimi.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo intervento ha reso evidente come il food possa diventare anche uno <strong>spazio di ricostruzione personale, relazione e dignit\u00e0<\/strong>. In questo senso la Pasticceria Giotto non \u00e8 soltanto un progetto produttivo o gastronomico, ma un sistema umano in cui il lavoro diventa occasione di presenza, responsabilit\u00e0, apprendimento e riconoscimento. <br><br>Qui <em>Beyond the Plate<\/em> ha preso davvero senso nel suo titolo. Perch\u00e9 il discorso \u00e8 andato molto oltre il piatto, oltre la tecnica, oltre la qualit\u00e0 del prodotto finale. \u00c8 arrivato a ci\u00f2 che viene prima: <strong>la fiducia, la relazione, la possibilit\u00e0 di costruire valore <\/strong>partendo da un contesto complesso.<br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1638\" height=\"2048\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/05beyondtheplate.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13037\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il Made in Italy come sistema in movimento<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La visione pi\u00f9 sistemica della serata \u00e8 arrivata invece dall\u2019intervento di Marco Bettiol, che ha raccontato il Made in Italy non come insieme di prodotti statici, ma come rete continua di relazioni, contaminazioni e trasformazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Marco, il grande rischio italiano oggi \u00e8 quello di trasformare il Made in Italy in una fotografia immobile. Una teca. Un patrimonio da conservare senza pi\u00f9 permettergli di evolvere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>L\u2019Italia \u00e8 interessante perch\u00e9 \u00e8 in movimento, non perch\u00e9 \u00e8 statica.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo racconto il food italiano emerge come un ecosistema che connette <strong>cultura, tecnologia, manifattura, design, industria, ricerca<\/strong>. Non singole categorie separate, ma relazioni continue tra mondi diversi.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto significativo il passaggio sul caff\u00e8 espresso italiano, raccontato non soltanto come prodotto culturale ma come r<strong>isultato di innovazione tecnica e industriale<\/strong>. Un esempio perfetto di come, nel food, <strong>cultura e tecnologia<\/strong> non siano mai davvero separabili.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>A volte \u00e8 la cultura che porta allo sviluppo di nuove tecnologie, e a volte sono le tecnologie a generare nuove elaborazioni culturali.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Da qui emerge una visione del Made in Italy come sistema dinamico e trasformativo. Non conservazione, non nostalgia, non immobilit\u00e0. Ma continua capacit\u00e0 di reinterpretare. Ci\u00f2 che oggi percepiamo come tradizione intoccabile \u00e8 spesso il risultato di <strong>trasformazioni, adattamenti, contaminazioni<\/strong>. Bloccare la tradizione dentro una forma definitiva significa forse tradirne la natura pi\u00f9 profonda.<\/p>\n\n\n\n<p>Il valore del Made in Italy, allora, non starebbe solo nella sua eredit\u00e0, ma nella sua capacit\u00e0 di continuare a <strong>trasformare materie, linguaggi, tecnologie e culture<\/strong> in qualcosa di riconoscibile e nuovo.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Oltre il prodotto: il ruolo delle relazioni<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Se c\u2019\u00e8 un filo che ha attraversato tutti gli interventi, \u00e8 quello delle relazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Relazioni con il territorio, come nel caso di Chiara Pavan e della laguna. Relazioni con i valori e con le comunit\u00e0, come nella riflessione di Emanuela Ciuffoli. Relazioni con le persone, come nel racconto di Ascanio Brozzetti. Relazioni tra filiere, industrie, tecnologie e culture, come nella visione di Marco Bettiol.<\/p>\n\n\n\n<p>In pi\u00f9 momenti il dialogo ha spostato <strong>il focus dalla performance alla fiducia<\/strong>, dalla tecnica alla dimensione umana, dal prodotto alla rete di significati che lo rende possibile.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>Il food \u00e8 diventato cos\u00ec una lente per osservare il presente<\/strong>. Perch\u00e9 dentro il cibo si intrecciano ambiente, economia, cultura, lavoro, impresa, comunit\u00e0, immaginario. E perch\u00e9 ogni discorso sul cibo, oggi, finisce inevitabilmente per parlare anche del modo in cui abitiamo il mondo.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1638\" height=\"2048\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/13.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13039\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una conversazione che apre un percorso<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La sensazione finale lasciata da <em>Beyond the Plate<\/em> \u00e8 che il food sia oggi uno dei territori pi\u00f9 interessanti per leggere ci\u00f2 che sta cambiando attorno a noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non perch\u00e9 sia un tema nuovo, ma perch\u00e9 \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente la sua <strong>capacit\u00e0 di tenere insieme livelli diversi:<\/strong> il quotidiano e il politico, il locale e il globale, la tradizione e l\u2019innovazione, il consumo e la responsabilit\u00e0, il piacere e la consapevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il valore non nasce pi\u00f9 soltanto da ci\u00f2 che produciamo, ma dal modo in cui ci costruiamo delle connessioni tutti attorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 forse proprio questo il punto da cui ripartire verso <strong>Future Food, il 2 e 3 ottobre a Villa Borromeo Fantoni, a Fontaniva (Padova)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Non immaginare il futuro del cibo come una semplice evoluzione di prodotti, format o tendenze, ma come un campo aperto in cui ripensare relazioni, filiere, linguaggi e responsabilit\u00e0. Perch\u00e9 oggi il food non \u00e8 pi\u00f9 soltanto ci\u00f2 che portiamo a tavola, ma il modo in cui costruiamo relazioni con persone, territori e futuro.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando diciamo food oggi stiamo dicendo tantissime cose insieme: cultura, mercato, identit\u00e0, sostenibilit\u00e0, impatto sociale, comunicazione, esperienza. 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