{"id":12636,"date":"2026-01-15T11:38:17","date_gmt":"2026-01-15T10:38:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.noooagency.com\/?post_type=noooborders&#038;p=12636"},"modified":"2026-01-26T00:46:41","modified_gmt":"2026-01-25T23:46:41","slug":"un-anno-di-intelligenza-artificiale-secondo-il-rapporto-2025-di-aspen-institute-italia","status":"publish","type":"noooborders","link":"https:\/\/www.noooagency.com\/noooborders\/un-anno-di-intelligenza-artificiale-secondo-il-rapporto-2025-di-aspen-institute-italia\/","title":{"rendered":"Un anno di Intelligenza Artificiale secondo il rapporto 2025 di Aspen Institute Italia"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019Intelligenza Artificiale non \u00e8 pi\u00f9 descritta ormai come una promessa futura o come una semplice estensione dei processi di automazione. Il <strong><a href=\"https:\/\/www.aspeninstitute.it\/rapporto-intelligenza-artificiale-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rapporto Intelligenza Artificiale 2025<\/a><\/strong> dell\u2019Osservatorio Permanente sull\u2019Adozione e l\u2019Integrazione dell\u2019IA (IA2), curato da <strong>Aspen Institute Italia<\/strong>, la inquadra esplicitamente come una infrastruttura strategica capace di incidere sulle dinamiche economiche, industriali, sociali e geopolitiche globali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il documento si fonda su un\u2019analisi multidisciplinare che integra dati economici, valutazioni tecnologiche, contributi accademici, casi settoriali e risultati di un questionario rivolto alle imprese. Le informazioni raccolte riflettono lo stato dell\u2019arte dell\u2019adozione dell\u2019IA fino al <strong>3 giugno 2025<\/strong>, con l\u2019obiettivo dichiarato di superare tanto l\u2019entusiasmo acritico quanto il catastrofismo. Il Rapporto nasce dalla consapevolezza che l\u2019adozione dell\u2019IA non rappresenta pi\u00f9 un\u2019opzione sperimentale, ma una necessit\u00e0 strategica per governi, istituzioni e imprese, e che la sua integrazione produce effetti che vanno oltre l\u2019efficienza operativa. In questo senso, il 2025 viene descritto come un <strong>anno di maturazione<\/strong>, in cui convergono competizione geopolitica, avanzamento tecnico, investimenti massicci e prime evidenze sui limiti economici reali dell\u2019IA.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.aspeninstitute.it\/rapporto-intelligenza-artificiale-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"814\" height=\"791\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/rapporto_aspen.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12639\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cina e USA in testa. Ma l\u2019Europa \u00e8 pi\u00f9 attenta alla sostenibilit\u00e0 sociale<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il <strong>Rapporto Intelligenza Artificiale 2025<\/strong> descrive l\u2019adozione dell\u2019IA come un processo ormai strutturale ma fortemente disomogeneo, sia a livello geografico sia settoriale. L\u2019analisi evidenzia come <strong>Stati Uniti<\/strong> e <strong>Cina <\/strong>continuino a rappresentare i poli principali dello sviluppo e dell\u2019implementazione dell\u2019intelligenza artificiale, grazie a un ecosistema caratterizzato da <strong>ingenti investimenti privati<\/strong>, ampia disponibilit\u00e0 di dati, capacit\u00e0 computazionale e presenza di grandi attori tecnologici verticalmente integrati.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>Europa<\/strong> si colloca in una posizione differente. Il Rapporto sottolinea come il continente presenti un ritmo di adozione pi\u00f9 graduale, condizionato da una maggiore <strong>attenzione agli aspetti regolatori<\/strong>, <strong>alla tutela dei diritti fondamentali e alla sostenibilit\u00e0 sociale delle tecnologie<\/strong>. Questo approccio, pur comportando tempi pi\u00f9 lunghi di implementazione, viene descritto come coerente con un modello di sviluppo che mira a integrare l\u2019IA nei processi produttivi <strong>senza rinunciare a principi di responsabilit\u00e0 e trasparenza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>I settori con maggiore implementazione di tecnologie AI<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista settoriale, il documento rileva una maggiore diffusione dell\u2019IA nei comparti ad alta intensit\u00e0 di dati e capitale tecnologico, come l\u2019<strong>industria manifatturiera<\/strong>, la <strong>finanza<\/strong>, la <strong>logistica<\/strong>, l\u2019<strong>energia<\/strong> e i <strong>servizi digitali<\/strong>. Parallelamente, il Rapporto segnala come l\u2019adozione nelle piccole e medie imprese risulti ancora frammentata, spesso limitata a sperimentazioni puntuali o a soluzioni acquistate saltuariamente da fornitori esterni, piuttosto che a integrazioni profonde nei processi organizzativi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019insieme di questi elementi restituisce l\u2019immagine di un\u2019adozione <strong>non lineare<\/strong>, in cui la diffusione dell\u2019intelligenza artificiale procede per accelerazioni asimmetriche, riflettendo differenze di contesto economico, capacit\u00e0 industriale e strategie politiche.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1344\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/ReportAI_03.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12641\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Investimenti, mercato e concentrazione: la struttura economica dell\u2019intelligenza artificiale<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il mercato dell\u2019intelligenza artificiale viene descritto come un ecosistema in forte espansione, caratterizzato da investimenti crescenti e da una struttura sempre pi\u00f9 concentrata lungo l\u2019intera catena del valore. Gli Stati Uniti accelerano attraverso consorzi privati e grandi piattaforme tecnologiche, mentre la Cina punta su un modello pi\u00f9 centralizzato e su politiche di <strong>autosufficienza tecnologica<\/strong> con orizzonte 2030. L\u2019Unione Europea, invece, si colloca in una posizione intermedia, orientata alla regolazione e al sostegno industriale, con l\u2019iniziativa InvestAI, che prevede la mobilitazione di <strong>200 miliardi di euro<\/strong>, di cui 20 miliardi destinati alle AI Giga Factories per le infrastrutture industriali.<\/p>\n\n\n\n<p>La concentrazione economica emerge con particolare evidenza analizzando la struttura a cinque layer dell\u2019ecosistema dell\u2019IA: <strong>hardware, cloud computing, dati, foundation models e applicazioni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mercato dei chip per l\u2019IA, cruciale per l\u2019addestramento e l\u2019inferenza dei modelli, \u00e8 altamente concentrato e soggetto a tensioni geopolitiche; allo stesso modo, il cloud computing \u00e8 controllato da un numero ristretto di operatori tra cui AWS, Microsoft Azure, Google Cloud e Alibaba Cloud che determinano di fatto chi pu\u00f2 operare su larga scala con modelli avanzati. Questa configurazione rafforza modelli di integrazione verticale, in cui pochi soggetti presidiano simultaneamente infrastrutture, dati e modelli pre-addestrati come GPT, LLaMA, Claude e Gemini.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano degli investimenti aziendali, i dati raccolti attraverso il questionario mostrano una distribuzione eterogenea ma indicativa di una fase di maturazione. <strong>Il 21,4% delle imprese dichiara investimenti compresi tra 50.000 e 250.000 euro<\/strong>, un ulteriore 21,4% ha <strong>superato il milione di euro<\/strong>, mentre <strong>il 16,7% si colloca nella fascia tra 250.000 e 1 milione di euro.<\/strong> Permane una quota di aziende con investimenti ancora limitati di cui il 19% sotto i 50.000 euro e una percentuale non trascurabile che non dispone di una stima precisa degli importi investiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel prossimo triennio, <strong>oltre il 70% delle imprese prevede un aumento degli investimenti in IA<\/strong>: il 43% in modo significativo e il 31% in modo moderato; solo il 2% esclude nuovi investimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il finanziamento dell\u2019IA avviene prevalentemente tramite risorse interne.<strong> <\/strong>Il <strong>71% <\/strong>delle aziende utilizza<strong> fondi propri, <\/strong>mentre solo<strong> l\u20198,3<\/strong>% ricorre a<strong> finanziamenti pubblici <\/strong>o<strong> venture capital.<\/strong> Le partnership con centri di ricerca coinvolgono il 12,5% delle imprese, segnalando un modello collaborativo ancora minoritario. Questo assetto contribuisce a rafforzare una tensione strutturale tra accessibilit\u00e0 e dipendenza: se da un lato l\u2019IA viene sempre pi\u00f9 offerta come servizio, dall\u2019altro l\u2019accesso alle tecnologie pi\u00f9 avanzate resta mediato da barriere economiche, infrastrutturali e strategiche che ridisegnano i rapporti di forza tra imprese, settori e aree geografiche.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Lavoro, competenze e organizzazione: come l\u2019AI sta ridisegnando le professioni<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>L\u2019integrazione dell\u2019intelligenza artificiale nei contesti produttivi produce effetti diretti e misurabili sull\u2019organizzazione del lavoro, sulle competenze richieste e sulla struttura delle professioni. L\u2019analisi mostra come l\u2019IA non venga percepita prevalentemente come tecnologia sostitutiva, ma come <strong>strumento di supporto<\/strong> ai processi decisionali, operativi e creativi, con impatti differenziati a seconda dei settori e delle funzioni aziendali coinvolte.<\/p>\n\n\n\n<p>I dati raccolti indicano che l\u2019adozione dell\u2019IA interessa in modo prioritario le<strong> aree legate all\u2019analisi dei dati, all\u2019automazione dei processi ripetitivi, alla gestione delle informazioni e al supporto alle decisioni strategiche.<\/strong> Le funzioni pi\u00f9 coinvolte risultano essere <strong>IT, operations, marketing, customer care e controllo di gestione<\/strong>. In questo contesto, la maggioranza delle imprese dichiara che l\u2019IA non ha ancora comportato riduzioni significative dell\u2019occupazione, mentre emergono segnali chiari di <strong>trasformazione delle mansioni<\/strong> e di riallocazione delle attivit\u00e0 a maggior valore aggiunto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano delle competenze, il Rapporto evidenzia un divario strutturale tra velocit\u00e0 di adozione tecnologica e capacit\u00e0 di aggiornamento del capitale umano. Una quota rilevante delle imprese segnala <strong>difficolt\u00e0 nel reperire profili adeguatamente formati<\/strong>. Le competenze pi\u00f9 richieste riguardano data analysis, machine learning, cybersecurity, gestione dei sistemi di IA e capacit\u00e0 di integrazione tra competenze tecniche e conoscenza dei processi aziendali. Accanto alle competenze specialistiche, cresce l\u2019importanza delle competenze trasversali, in particolare la <strong>capacit\u00e0 di interpretare i risultati prodotti dai sistemi di IA e di assumerne la responsabilit\u00e0 decisionale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista organizzativo, l\u2019adozione dell\u2019IA procede prevalentemente attraverso strutture ibride, in cui team tecnici e funzioni di business collaborano senza una piena integrazione dei modelli operativi. Solo una parte delle imprese dichiara di aver avviato percorsi strutturati di formazione interna, mentre la formazione esterna e le partnership con universit\u00e0 e centri di ricerca restano limitate<strong>.<\/strong> Questo elemento contribuisce a rafforzare il rischio di una diffusione disomogenea delle competenze, con effetti potenzialmente amplificativi delle disuguaglianze tra imprese grandi e piccole.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel complesso, l\u2019impatto dell\u2019intelligenza artificiale sul lavoro viene descritto come evolutivo pi\u00f9 che distruttivo, ma fortemente <strong>dipendente dalle scelte organizzative e dagli investimenti in formazione<\/strong>.<br><br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1344\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/ReportAI_03.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12641\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Contenuti creativi e AI generativa<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>L\u2019uso dell\u2019intelligenza artificiale generativa emerge come uno degli ambiti di applicazione pi\u00f9 rapidi e trasversali, con un impatto diretto sui processi di <strong>produzione creativa, comunicazione e gestione dei contenuti<\/strong>. L\u2019analisi mostra come l\u2019AI venga impiegata prevalentemente come <strong>strumento di supporto alla creazione<\/strong>, pi\u00f9 che come sostituto dell\u2019autorialit\u00e0 umana, intervenendo nelle fasi di ideazione, prototipazione, editing e personalizzazione dei contenuti.<\/p>\n\n\n\n<p>I principali ambiti di utilizzo riguardano la <strong>generazione di testi, immagini, video e contenuti multimediali<\/strong>, con applicazioni diffuse nel <strong>marketing, nella comunicazione aziendale, nei media digitali e nelle industrie culturali.<\/strong> L\u2019adozione dell\u2019IA generativa consente una <strong>riduzione significativa dei tempi di produzione<\/strong> e un aumento della scalabilit\u00e0 dei contenuti, soprattutto nei contesti in cui \u00e8 richiesta un\u2019elevata personalizzazione o una <strong>produzione continua.<\/strong> Tuttavia, il Rapporto segnala come l\u2019effettiva integrazione nei flussi di lavoro resti spesso parziale, limitata a singole funzioni o a strumenti stand-alone.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano organizzativo, l\u2019IA generativa viene utilizzata principalmente da team di comunicazione, marketing e design, spesso senza una governance centralizzata o linee guida condivise. Questo approccio incrementale favorisce la sperimentazione, ma espone le organizzazioni a rischi legati alla qualit\u00e0 dei contenuti, alla coerenza del brand e alla gestione dei diritti. In particolare, il tema del copyright emerge come uno dei nodi pi\u00f9 rilevanti. L\u2019assenza di un quadro normativo consolidato sulla titolarit\u00e0 delle opere generate o co-generate dall\u2019IA genera incertezza sia per le imprese sia per i professionisti creativi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Rapporto evidenzia inoltre una tensione crescente tra accessibilit\u00e0 tecnologica e valorizzazione economica della creativit\u00e0. Se da un lato l\u2019IA abbassa le barriere di ingresso alla produzione di contenuti, dall\u2019altro rischia di <strong>comprimere il valore economico delle competenze creative<\/strong>, soprattutto in assenza di modelli chiari di remunerazione e riconoscimento del contributo umano.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><br><strong>In questo contesto, la creativit\u00e0 viene ridefinita come capacit\u00e0 di direzione, selezione e interpretazione, piuttosto di una mera esecuzione tecnica.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Nel complesso, l\u2019IA generativa viene descritta come un <strong>fattore di trasformazione<\/strong> profonda delle filiere creative, capace di ampliare le possibilit\u00e0 espressive e produttive, ma anche di accentuare criticit\u00e0 gi\u00e0 presenti nei mercati culturali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1344\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/ReportAI_01.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12643\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Governance e regolazione dell\u2019intelligenza artificiale: modelli, livelli e criticit\u00e0 applicative<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La governance dell\u2019intelligenza artificiale viene affrontata come una questione strutturale, che accompagna l\u2019adozione tecnologica lungo tutta la filiera economica e sociale. L\u2019analisi mette in evidenza come l\u2019evoluzione dell\u2019IA stia imponendo un <strong>ripensamento dei modelli regolatori tradizionali<\/strong>, chiamati a confrontarsi con tecnologie general-purpose caratterizzate da rapida diffusione, opacit\u00e0 dei processi decisionali e impatti trasversali su settori diversi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel contesto europeo, il riferimento centrale \u00e8 <strong>l\u2019AI Act<\/strong>, descritto come <strong>il primo tentativo organico di regolazione dell\u2019intelligenza artificiale su larga scala.<\/strong> Il Rapporto ricostruisce l\u2019impianto basato su un approccio risk-based, che distingue le applicazioni in funzione del livello di rischio, introducendo obblighi crescenti di trasparenza, tracciabilit\u00e0 e controllo per i sistemi considerati ad alto rischio. Questo modello mira a bilanciare tutela dei diritti fondamentali, sicurezza e innovazione, ma presenta criticit\u00e0 applicative legate alla complessit\u00e0 dei requisiti, ai costi di compliance e alla capacit\u00e0 delle imprese di adeguarsi ai nuovi obblighi.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto al modello europeo, vengono analizzati gli approcci adottati da <strong>Stati Uniti e Cina<\/strong>, che si collocano su traiettorie differenti. Negli Stati Uniti prevale una strategia frammentata, basata su linee guida settoriali, interventi delle agenzie federali e autoregolazione, con un forte ruolo del mercato e degli attori privati. La Cina, invece, adotta un modello pi\u00f9 centralizzato, in cui la regolazione dell\u2019IA \u00e8 strettamente integrata con obiettivi di sicurezza nazionale, controllo dei dati e sviluppo industriale, attraverso norme specifiche su algoritmi, contenuti e utilizzo dei dati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Rapporto sottolinea come, a fronte di questa pluralit\u00e0 di modelli, <strong>emerga la necessit\u00e0 di una governance multilivello, capace di coordinare interventi sovranazionali, nazionali e settoriali.<\/strong> In particolare, viene evidenziato il ruolo delle istituzioni pubbliche nel promuovere standard condivisi, sostenere la diffusione delle competenze regolatorie e accompagnare le imprese nei processi di adeguamento normativo. Senza un supporto strutturato, il rischio \u00e8 che la regolazione diventi un fattore di freno all\u2019adozione, anzich\u00e9 essere strumento di abilitazione.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Impatti sociali e responsabilit\u00e0 nell\u2019uso dell\u2019AI<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi degli impatti sociali ed etici dell\u2019intelligenza artificiale si concentra sui rischi sistemici che accompagnano una diffusione rapida e spesso non omogenea delle tecnologie. Il Rapporto evidenzia come tali rischi non derivino esclusivamente da malfunzionamenti tecnici, ma da <strong>modalit\u00e0 di progettazione<\/strong>, <strong>addestramento<\/strong> e <strong>utilizzo<\/strong> che riflettono <strong>asimmetrie di potere,<\/strong> disponibilit\u00e0 dei dati e scelte organizzative.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i principali ambiti critici viene segnalata la presenza di <strong>bias algoritmici<\/strong>, riconducibili alla qualit\u00e0 e alla rappresentativit\u00e0 dei dati utilizzati per l\u2019addestramento dei modelli. Questi bias possono tradursi in effetti discriminatori nei contesti di selezione del personale, valutazione del credito, accesso ai servizi e produzione di contenuti informativi. Il Rapporto sottolinea come tali distorsioni non siano un\u2019anomalia marginale, ma un rischio strutturale che richiede interventi sistematici di monitoraggio, audit e correzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ulteriore nodo riguarda la trasparenza dei sistemi di IA, in particolare di quelli basati su modelli complessi e opachi. La <strong>difficolt\u00e0 di ricostruire i processi decisionali<\/strong> limita la possibilit\u00e0 di attribuire <strong>responsabilit\u00e0<\/strong>, soprattutto nei casi in cui l\u2019AI supporti o influenzi decisioni ad alto impatto sociale. Questo elemento assume particolare rilevanza nei settori regolati e nei servizi pubblici, dove la tracciabilit\u00e0 delle decisioni \u00e8 un requisito essenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Rapporto affronta anche il tema della <strong>disinformazione<\/strong>, evidenziando come l\u2019AI generativa possa <strong>amplificare la produzione e la diffusione di contenuti falsi o manipolativi<\/strong>, abbassando i costi di creazione e aumentando la velocit\u00e0 di circolazione delle informazioni. Questo fenomeno viene descritto come una sfida non solo tecnologica, ma culturale e istituzionale, che richiede interventi coordinati su educazione digitale, responsabilit\u00e0 delle piattaforme e strumenti di verifica.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista della <strong>sicurezza<\/strong>, emergono preoccupazioni legate <strong>all\u2019uso improprio dei sistemi di IA<\/strong>, alla vulnerabilit\u00e0 delle infrastrutture e alla possibilit\u00e0 di utilizzi malevoli. Il Rapporto sottolinea la necessit\u00e0 di integrare la gestione del rischio fin dalle fasi di progettazione, adottando approcci di risk management continui piuttosto che interventi correttivi ex post.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel complesso, l\u2019etica dell\u2019intelligenza artificiale viene trattata come una dimensione operativa e non astratta, strettamente connessa alle pratiche di sviluppo, alle scelte di governance e ai modelli di responsabilit\u00e0 adottati dalle organizzazioni. La capacit\u00e0 di riconoscere e gestire questi rischi emerge come un fattore determinante per un\u2019integrazione dell\u2019AI compatibile con obiettivi di equit\u00e0, affidabilit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2025 viene descritto come un anno di maturazione, in cui convergono competizione geopolitica, avanzamento tecnico, investimenti massicci e prime evidenze sui limiti economici reali dell\u2019IA.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":12637,"template":"","tags":[],"cat_borders":[313],"class_list":["post-12636","noooborders","type-noooborders","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","cat_borders-intelligenza-artificiale"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/noooborders\/12636","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/noooborders"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/noooborders"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12637"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12636"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12636"},{"taxonomy":"cat_borders","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.noooagency.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/cat_borders?post=12636"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}