{"id":11483,"date":"2024-02-28T12:21:00","date_gmt":"2024-02-28T11:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.noooagency.com\/?post_type=noooborders&#038;p=11483"},"modified":"2026-03-12T18:47:16","modified_gmt":"2026-03-12T17:47:16","slug":"parametri-utm-come-funzionano-e-a-cosa-servono","status":"publish","type":"noooborders","link":"https:\/\/www.noooagency.com\/noooborders\/parametri-utm-come-funzionano-e-a-cosa-servono\/","title":{"rendered":"Parametri UTM: come funzionano e a cosa servono"},"content":{"rendered":"\n<p>I parametri UTM sono stati introdotti dal sistema di tracking Urchin, poi acquisito da Google e trasformato poi in Google Analytics. Infatti UTM \u00e8 l\u2019acronimo di &#8220;Urchin Tracking Module&#8221;.<br><br>Iniziamo a conoscere meglio questo argomento, rispondendo a due semplici domande:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Gli UTM quindi a cosa servono? Ci permettono di definire la provenienza del traffico sul nostro sito web.<br><\/li>\n\n\n\n<li>Gli UTM sono necessari? Decisamente s\u00ec, soprattutto se facciamo campagne sui social network, in programmatic, inviamo newsletter o pubblichiamo QR code su flyer o cataloghi.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Google Analytics riconosce se il traffico ha origine dal click su un altro sito: in questo caso si tratta di traffico \u201creferral&#8221;. E si spinge oltre: se il dominio di referral \u00e8 <a href=\"http:\/\/google.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">google.com<\/a>, <a href=\"http:\/\/yahoo.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">yahoo.com<\/a>, <a href=\"http:\/\/bing.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">bing.com<\/a> o un altro dei motori di ricerca ad oggi pi\u00f9 usati, GA4 indica che il traffico \u00e8 \u201c<em><strong>Organic<\/strong><\/em>\u201d, cio\u00e8 derivato da una ricerca.<br><br>Se poi il traffico arriva da una campagna Google (Ricerca, PMax o YouTube) e GA4 \u00e8 correttamente collegato con l\u2019account Google Ads, allora GA4 classifica queste sessioni come &#8220;<em><strong>Paid Search<\/strong><\/em>&#8221; o &#8220;<em><strong>Display<\/strong><\/em>&#8220;, senza ulteriore configurazione richiesta da parte dell\u2019utente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se il traffico arriva da una campagna su Facebook? In GA4, le sessioni saranno classificate come referral da Facebook, confondendosi con il traffico organico da questo social.<\/p>\n\n\n\n<p>Se inviamo una newsletter che contiene un link al nostro sito e l\u2019utente ci clicca da un client di posta, come Outlook o l\u2019app Gmail sullo smartphone, il traffico sar\u00e0 considerato \u201c<em><strong>Direct<\/strong>\u201d<\/em> da GA4, proprio come se l\u2019utente avesse digitato l\u2019URL del sito nella barra del browser. Lo stesso succede se l\u2019utente inquadra un QR code su un flyer.<\/p>\n\n\n\n<p>A meno che\u2026 non usiamo i <strong>parametri UTM<\/strong> nel link!<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"538\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/UTM_NoooAgency02-1024x538.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7330\" srcset=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/UTM_NoooAgency02-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/UTM_NoooAgency02-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/UTM_NoooAgency02-768x403.jpg 768w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/UTM_NoooAgency02-1536x806.jpg 1536w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/UTM_NoooAgency02-2048x1075.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-67141251f4d2eaeb2caf8c639e73ad8f\" style=\"color:#53f5cc\"><strong>I 3 principali parametri UTM<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Sono 3 gli UTM pi\u00f9 utilizzati: <strong>sorgente, mezzo e campagna<\/strong>. <br>Ce ne sono altri meno utilizzati, alcuni dei quali introdotti solo recentemente in GA4, ma che possono comunque essere utili in certi contesti.<br>Ma vediamo pi\u00f9 vicino quelli principali che abbiamo appena menzionato:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Sorgente<\/strong>: in genere indica il sito\/la piattaforma su cui \u00e8 pubblicato il link<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Mezzo<\/strong>: la modalit\u00e0 o il mezzo con cui \u00e8 pubblicato il link<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Campagna<\/strong>: il nome della campagna con cui viene diffuso il link<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 comunque necessario usare tutti questi 3 UTM. <br>Ad esempio, per un <strong>QR code pubblicato su un catalogo<\/strong>, l\u2019<em>utm_campaign<\/em> non \u00e8 in genere necessario: potrebbero bastare <em>utm_source=catalogo<\/em> e <em>utm_medium=qr-code<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Oppure, l\u2019<strong>attivazione di un influencer<\/strong> su diversi social media potrebbe richiedere un medium e una campagna ad hoc, ma la sorgente potrebbe essere omessa, in questo caso GA4 utilizzer\u00e0 quella \u201cnaturale\u201d del click, ovvero il dominio del social network su cui l\u2019influencer ha pubblicato il link.&nbsp;<br>Cos\u00ec non sar\u00e0 necessario fornire all\u2019influencer un link diverso per ogni piattaforma su cui pubblicher\u00e0 contenuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi fa queste cose tutti i giorni, niente di sorprendente fin qui. Ma chi si approccia a questa attivit\u00e0 per la prima volta pu\u00f2 rimanere un po\u2019 disorientato. Cosa usare quindi? Quando usarlo? Quali valori utilizzare?<br><br>La risposta a tutte queste domande \u00e8 sempre la solita: dipende!<\/p>\n\n\n\n<p>Proviamo allora a vederla da un altro lato, quello \u201cgiusto\u201d. Partiamo dal motivo per cui vogliamo usare gli UTM, cio\u00e8 analizzare i dati del nostro business in maniera pratica e sensata.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli UTM compariranno infatti in GA4 come <em><strong>\u201csorgente della sessione\u201d, \u201cmezzo della sessione\u201d e \u201ccampagna della sessione\u201d<\/strong><\/em>. \u00c8 bene quindi pensare prima a quali report servono per gestire il nostro business e alle segmentazioni necessarie a valutare le attivit\u00e0 di marketing e comunicazione che stiamo preparando, e da qui costruire la struttura degli UTM che ci permetter\u00e0 di realizzare i report che ci servono. Soprattutto, \u00e8 bene capire la granularit\u00e0 di cui abbiamo bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio, supponiamo di avere campagne pi\u00f9 o meno continuative sui social media (Facebook, Instagram, TikTok e Pinterest). Tutti i link potrebbero avere lo stesso <em>utm_medium <\/em>(ad esempio, social-paid) e usare invece <em>utm_source<\/em> per differenziare la piattaforma (Facebook, Instagram, TikTok, \u2026) e <em>utm_campaign<\/em> per discriminare il tipo di campagna (copertura, traffico, conversione, \u2026), coordinando UTM e nomenclatura delle campagne.<\/p>\n\n\n\n<p>Se nei report mi serve distinguere tra diversi tipi di campagna e l\u2019<em>utm_campaign<\/em> non \u00e8 sufficiente, allora <em>utm_medium <\/em>ci pu\u00f2 venire in soccorso. Potremmo cos\u00ec \u201cscompattare\u201d il generico <em>social-paid<\/em> in <em>social-cpm<\/em>, <em>social-cpc<\/em>, <em>social-cpa<\/em>, <em>social-cpv<\/em> (in realt\u00e0, per questi casi specifici \u00e8 bene considerare anche i nuovi UTM introdotti recentemente da Google <em>utm_source_platform<\/em> e <em>utm_marketing_tactic<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"510\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/articoloUTM_NOOO-1024x510.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-7288\" srcset=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/articoloUTM_NOOO-1024x510.png 1024w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/articoloUTM_NOOO-300x149.png 300w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/articoloUTM_NOOO-768x383.png 768w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/articoloUTM_NOOO-1536x765.png 1536w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/articoloUTM_NOOO-2048x1020.png 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-7b90eb3c48756a0cd69b38ab727cc6e8\" style=\"color:#53f5cc\">Guida rapida agli UTM in 10 punti + 1<\/h4>\n\n\n\n<p>Per concludere, ecco una preziosa lista per sfruttare al meglio gli UTM:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Pianificare la reportistica<\/strong><br>\u00c8 buona norma <strong>pianificare gli UTM<\/strong> in base ai report che si vuole costruire, al livello di segmentazione necessario e alle attivit\u00e0 specifiche che si intende fare (tipi di campagne, piattaforme, ecc&#8230;)<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Prevedere strategie future<\/strong><br>In aggiunta al punto precedente, occorre <strong>prevedere possibili attivit\u00e0 future<\/strong> per dare alla struttura UTM la flessibilit\u00e0 necessaria ad accogliere modifiche di strategia.<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>L&#8217;importanza della nomenclatura<\/strong><br>Coordinare la strategia UTM a quella della<strong> nomenclatura campagne<\/strong>, sempre nell\u2019ottica di utilizzare queste informazioni nei report di business<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Ottimizzazione e sovrascrittura<\/strong><br>Gestire al meglio le opportunit\u00e0 offerte da tutti gli UTM, ricordandosi anche che GA4 usa <em>utm_source <\/em>e <em>utm_medium<\/em> per <strong>sovrascrivere quelli organici<\/strong> che gi\u00e0 di suo interpreta. Se ne omettiamo uno infatti, GA4 user\u00e0 quello naturale.<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Informazioni dinamiche<\/strong><br>Sfruttare, se necessario, le <strong>informazioni dinamiche<\/strong> fornite dalle piattaforme. Ad esempio, per campagne su Meta con mixed placement, si pu\u00f2 utilizzare<em> utm_source={{platform}}<\/em> che verr\u00e0 popolato di volta in volta dalla piattaforma stessa, con valori come Facebook, Instagram, Messenger, audience-network.<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Coinvolgere gli stakeholder<\/strong><br>Condividere il <strong>piano UTM con tutti gli stakeholder<\/strong>. Se possibile, sarebbe anzi opportuno costruire il piano come un lavoro collaborativo, di modo che tutti i team coinvolti possano garantire che le loro esigenze siano soddisfatte.<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Interpretazione dei parametri<\/strong><br>Gli UTM sono<strong> letti e interpretati solo da GA4<\/strong>, oltre che da alcune piattaforme terze che si sono uniformate. Per altre piattaforme, non hanno invece alcun senso, sono parametri visti ma non interpretati. Ad esempio, <strong>Adobe Analytics<\/strong> utilizza un sistema analogo per tracciare il traffico, ma il nome dei parametri \u00e8 diverso e anzi, \u00e8 quasi definibile ad hoc in piattaforma. Questo offre maggior flessibilit\u00e0 e allo stesso tempo obbliga a pensare a un piano di mapping ben definito a priori.<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Utilizzo di altri parametri<\/strong><br>Gli UTM possono <strong>convivere<\/strong> con altri parametri: ad esempio, se il vostro sito usa dei parametri per mostrare un determinato contenuto potete concatenare i parametri UTM con il parametro \u201cnativo\u201d semplicemente usando un \u201c&amp;\u201d, ad esempio <em>https:\/\/&lt;dominio&gt;\/?parametro=valore&amp;utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email<\/em><br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Ordine dei parametri<\/strong><br>L\u2019ordine dei parametri nell\u2019URL non conta: prima <em>utm_source<\/em> o <em>utm_campaign<\/em>, non cambia niente. Se per errore inseriamo due diversi <em>utm_source<\/em> nell\u2019URL, in genere il primo viene utilizzato, mentre il secondo \u00e8 ignorato (ma il consiglio \u00e8, ovviamente, di evitare un simile errore!)<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Gli UTM devono puntare al nostro sito<\/strong><br>Ha senso usare i nostri UTM in link <strong>che puntano al nostro sito<\/strong>: se il link punta a un sito esterno, non ha senso usare gli UTM (o al pi\u00f9 dovremmo usare gli UTM pianificati da quel sito, se li conosciamo). Sembra ovvio, ma da quel che si vede nelle adv che girano per la rete forse non lo \u00e8 proprio!<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Imparare le regex!<\/strong><br>S\u00ec, \u201c<em>sh*# happens<\/em>\u201d e qualcosa pu\u00f2 andare storto, facendoci trovare valori UTM nei report che rompono filtri e segmentazioni: in GA4 o in Looker Studio \u00e8 possibile ridefinire i canali di acquisizione utilizzando espressioni condizionali che \u201cnascondono\u201d i valori indesiderati e li trasformano in valori consistenti. Le <strong>regex<\/strong> possono essere estremamente comode per ridurre il numero e la complessit\u00e0 di queste espressioni condizionali. Modificare un UTM non \u00e8 ovviamente retroattivo, modificare un raggruppamento condizionale invece s\u00ec: <strong>correggere un raggruppamento<\/strong> permetter\u00e0 di analizzare tutto lo storico dei dati senza perdita alcuna.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Ci auguriamo che questa guida pratica ti sia stata utile per pianificare al meglio i parametri UTM da inserire all&#8217;interno della tua prossima campagna. Questa specifica attivit\u00e0 rientra nelle expertise tecniche e strategiche della nostra agenzia, per sfruttare al meglio le potenzialit\u00e0 delle tue campagne e delle tue attivit\u00e0 di marketing, puoi <a href=\"https:\/\/www.noooagency.com\/contatti\/\">contattarci<\/a> per una consulenza specifica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I parametri UTM sono stati introdotti dal sistema di tracking Urchin, poi acquisito da Google e trasformato poi in Google Analytics. 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