{"id":11470,"date":"2024-10-15T11:59:08","date_gmt":"2024-10-15T09:59:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.noooagency.com\/?post_type=noooborders&#038;p=11470"},"modified":"2026-03-12T18:47:25","modified_gmt":"2026-03-12T17:47:25","slug":"seo-di-base-check-preliminari-per-partire-con-il-piede-giusto","status":"publish","type":"noooborders","link":"https:\/\/www.noooagency.com\/noooborders\/seo-di-base-check-preliminari-per-partire-con-il-piede-giusto\/","title":{"rendered":"SEO di base: check preliminari per partire con il piede giusto"},"content":{"rendered":"\n<p>Naturalmente, si parla di ricerche pertinenti ai nostri prodotti o servizi: ecco che lo studio delle keyword, o parole chiave, \u00e8 allora determinante. Come cercano, gli utenti, i nostri servizi? Quali espressioni usano? Quali informazioni ricercano: prezzo, tutorial, recensioni, comparazioni, dettagli tecnici, altro?<\/p>\n\n\n\n<p>Identificate le keyword per le quali si vuole essere in alto nelle ricerche, ecco che inizia la vera ottimizzazione: in primis i testi del sito, ma poi? E anche tra i testi, come \u00e8 meglio muoversi?<br><br>Ecco una breve guida per cominciare la SEO con alcune accortezze che gi\u00e0 da sole possono aiutare il sito a guadagnare visibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">I testi del sito<\/mark><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>I paragrafi, i testi pi\u00f9 lunghi, sono il posto ideale dove inserire le parole chiave e soprattutto sviluppare i temi ad essi correlati. L\u2019idea \u00e8 fornire all\u2019utente la risposta alle sue ricerche:<strong> le keyword vanno usate in maniera naturale<\/strong>, utilizzando anche sinonimi delle keyword. Il testo deve essere ricco di input per il motore di ricerca, ma il target principale \u00e8 sempre l\u2019utente: un sito con buoni contenuti per l\u2019utente verr\u00e0 sempre premiato anche dai motori di ricerca.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">I testi dei titoli<\/mark><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Sono gli elementi HTML &lt;h1&gt;, &lt;h2&gt; ecc. In genere, questi elementi sono appunto titoletti dei paragrafi di testo, quindi dovrebbero indicare, in breve, il contenuto del testo che li segue. Qui, pi\u00f9 che le keyword, si possono mettere addirittura le ricerche effettive che fanno gli utenti. Pensiamo a un sito di medicina: la pagina che parla dell\u2019aspirina potrebbe contenere paragrafi con titoli come \u201c<em>Posso assumere alcol con l\u2019aspirina?<\/em>\u201d e il testo che segue che d\u00e0 la risposta motivata. Oppure un sito di biciclette con un paragrafo con titolo \u201c<em>Come regolare i freni v-brake<\/em>\u201d. Le ricerche pi\u00f9 frequenti si possono trovare semplicemente digitando nella barra di Google l\u2019argomento che ci interessa: il motore ci suggerir\u00e0 un completamento della ricerca con le query pi\u00f9 utilizzate nelle settimane recenti. Una pagina pu\u00f2 contenere pi\u00f9 h1, h2, h3, e il loro peso nei motori di ricerca \u00e8 gerarchico (gli h1 sono pi\u00f9 importanti degli h2, ecc).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">Il titolo di pagina<\/mark><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>\u00c8 l\u2019elemento HTML &lt;title&gt;. \u00c8 un fattore di ranking, quindi \u00e8 bene pensare di costruirlo sulle keyword per cui vogliamo comparire. Ma \u00e8 anche<strong> elemento essenziale per l\u2019esperienza utente<\/strong> nella pagina dei risultati di ricerca (SERP): se il titolo di pagina risponde alle domande che hanno portato l\u2019utente a fare una ricerca \u00e8 probabile che l\u2019utente ci clicchi e vada ad approfondire il contenuto della pagina (e il Click Through Rate, o CTR, \u00e8 un altro fattore di ranking di una pagina: se gli utenti tendono a cliccare spesso su una pagina proposta come risultato di una query, evidentemente quella pagina piace o ha qualcosa che risuona fortemente con la ricerca effettuata).<br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/search-console-ricerca-1024x533.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-8733\" srcset=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/search-console-ricerca-1024x533.png 1024w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/search-console-ricerca-300x156.png 300w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/search-console-ricerca-768x400.png 768w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/search-console-ricerca-1536x800.png 1536w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/search-console-ricerca-2048x1067.png 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">La descrizione della pagina<\/mark><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>\u00c8 l\u2019elemento HTML &lt;meta type=\u201ddescription\u201d&gt;. \u00c8 quel testo di 2-3 righe che, nei risultati di ricerca, compare sotto al link. Ufficialmente, questo testo non \u00e8 utilizzato per calcolare il ranking della pagina, ma se ben fatto <strong>pu\u00f2 aiutare l\u2019utente a scegliere la nostra pagina<\/strong> tra i risultati proposti dal motore di ricerca e quindi cliccarci. E il CTR, come abbiamo detto poco sopra, \u00e8 fattore di ranking. Se la description non \u00e8 impostata, i motori in genere la creano a partire dai testi della pagina, con risultati imprevedibili (quindi, soprattutto per una questione di immagine, \u00e8 bene studiare description mirate e pulite, sempre nell\u2019ottica di fornire informazioni preziose all\u2019utente).<br><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">Le immagini<\/mark><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il peso delle immagini incide spesso sulla velocit\u00e0 di caricamento delle pagine (e la velocit\u00e0 costituisce fattore di ranking). Ma oltre all\u2019ottimizzazione di pesi e dimensioni ci sono altri elementi estremamente interessanti per la SEO: il nome del file immagine e l\u2019attributo \u201calt\u201d. Il nome del file immagine dovrebbe essere \u201cparlante\u201d, indicando cosa racconta l\u2019immagine. Ad oggi, in pochi sfruttano questo elemento, ma oltre a rappresentare una buona opportunit\u00e0 SEO \u00e8 anche un modo per garantire ordine nel back-end del sito web (\u201cpizza-margherita.webp\u201d \u00e8 molto pi\u00f9 immediato da catalogare di \u201cIMG_8765.webp\u201d). <strong>L\u2019attributo \u201calt\u201d, invece, \u00e8 un elemento essenziale<\/strong> per utenti con difficolt\u00e0 visive che quindi si affidano a browser con lettura dei contenuti web, incluse le immagini. \u201cAlt\u201d \u00e8 il testo alternativo all\u2019immagine: dovrebbe raccontare in maniera didascalica il contenuto dell\u2019immagine. <br>Le opportunit\u00e0 di infilarci keyword per la SEO sono quindi notevoli. Soprattutto da quando i motori di ricerca hanno introdotto le<strong> ricerche per immagini<\/strong> (o con immagini come risultati di ricerche testuali): pi\u00f9 informazioni diamo ai motori di ricerca, pi\u00f9 saremo facili da trovare per ricerche pertinenti. Come per le description delle pagine, anche gli alt delle immagini, se non impostati, vengono generati automaticamente dai sistemi di image recognition dei motori di ricerca (per vedere qualche esempio, basta usare i tool da sviluppatore su un browser e analizzare le immagini di un qualunque profilo Instagram: \u00e8 interessante vedere come immagini, magari iconiche, vengano ridotte a descrizioni banali, e spesso errate, dai sistemi di machine learning). E s\u00ec, l&#8217;attributo \u201calt\u201d pu\u00f2 essere usato anche su Instagram (nelle impostazioni avanzate, appena prima di pubblicare un post) o su Linkedin, per aiutare i motori di ricerca interni a scoprire e catalogare meglio i nostri contenuti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"754\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/alt-instagram-1024x754.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8730\" srcset=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/alt-instagram-1024x754.jpeg 1024w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/alt-instagram-300x221.jpeg 300w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/alt-instagram-768x566.jpeg 768w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/alt-instagram.jpeg 1306w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">Gli URL (o slug) di pagina<\/mark><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Ovvero la stringa che digitiamo nella barra del browser per richiedere una pagina. Ormai tutti i CMS (da WordPress a Webflow) offrono la possibilit\u00e0 di customizzare gli URL delle pagine. Questa \u00e8 un\u2019ulteriore <strong>opportunit\u00e0 per inserire parole chiave<\/strong>, che naturalmente devono essere fortemente legate al contenuto della pagina: un URL parlante fornisce informazioni importanti ai motori di ricerca per l\u2019indicizzazione (e soprattutto, fornisce agli utenti che lo leggono un\u2019idea sul contenuto della pagina!).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">Gli snippet di codice strutturati<\/mark><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Si tratta di frammenti di informazioni formattate in modo specifico, che suggeriscono ai motori di ricerca le informazioni pi\u00f9 importanti contenute in pagina e relative a un articolo, un prodotto, una ricetta, un servizio. I dati strutturati seguono uno schema ben codificato (la libreria di schemi pi\u00f9 in uso \u00e8 schema.org). I motori di ricerca leggono e comprendono questi dati, e spesso generano \u201c<em>rich snippets<\/em>\u201d, ovvero r<strong>isultati di ricerca avanzati<\/strong>, mostrati direttamente in SERP e dando cos\u00ec maggior visibilit\u00e0 a una pagina e in ultima istanza migliorando il CTR.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br>Ci sono molti altri aspetti che si possono curare per cercare di migliorare il posizionamento di un sito o di una pagina web: quelli elencati sono per\u00f2 una buona base di partenza, facilmente realizzabile e che permette gi\u00e0 di offrire una buona user experience agli utenti, perch\u00e9 l\u2019ottimizzazione, prima che per i motori di ricerca, deve essere per gli utenti e per la loro esperienza sulle nostre pagine: solo cos\u00ec saremo sicuri che le nostre azioni saranno a prova di qualunque aggiornamento degli algoritmi di ranking!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Naturalmente, si parla di ricerche pertinenti ai nostri prodotti o servizi: ecco che lo studio delle keyword, o parole chiave, \u00e8 allora determinante. 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