{"id":11465,"date":"2024-11-11T11:53:16","date_gmt":"2024-11-11T10:53:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.noooagency.com\/?post_type=noooborders&#038;p=11465"},"modified":"2026-03-12T18:47:26","modified_gmt":"2026-03-12T17:47:26","slug":"il-machine-learning-nelladv-come-sfruttarlo-e-come-aiutarlo","status":"publish","type":"noooborders","link":"https:\/\/www.noooagency.com\/noooborders\/il-machine-learning-nelladv-come-sfruttarlo-e-come-aiutarlo\/","title":{"rendered":"Il Machine Learning nell&#8217;ADV: come sfruttarlo e come aiutarlo"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel corso degli anni le piattaforme adv hanno dato sempre pi\u00f9 spazio al Machine Learning per ottimizzare le attivit\u00e0 pubblicitarie degli inserzionisti. Intorno al 2009, con la nascita dell\u2019RTB (Real Time Bidding), gli algoritmi erano gi\u00e0 entrati di prepotenza nelle logiche dell\u2019advertising online.<br><br>Ma si trattava di funzioni che, seppur in grado di interpolare molte variabili, erano tutto sommato semplici. Una decina di anni pi\u00f9 tardi, con l\u2019introduzione dell\u2019<em>Enhanced CPC<\/em> e dello <em>smart bidding<\/em>, dapprima Google, poi Meta e le altre piattaforme hanno cominciato ad applicare il machine learning all\u2019RTB, per essere certi di puntare (e spendere) solo per utenti davvero interessati al nostro annuncio e potenzialmente pronti alla conversione.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, se si pensa alle campagne Performance Max o agli annunci dinamici per la rete di ricerca di Google, o alle campagne Advantage+ di Meta, sembra quasi che il ruolo dell\u2019advertiser sia semplicemente fornire alla piattaforma l\u2019obiettivo di campagna e il budget totale da spendere: al resto, ci pensa l\u2019AI! In realt\u00e0 <strong>l&#8217;ottimizzazione strategica e il monitoraggio costante sono sempre fondamentali<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Se \u00e8 vero che molte attivit\u00e0, una volta manuali, ora sono in mano agli algoritmi, \u00e8 comunque importante notare come i dati utilizzati dal machine learning siano spesso forniti da strumenti su cui abbiamo un grande controllo e di cui siamo responsabili. E maggiori e migliori sono i dati che offriamo agli algoritmi, pi\u00f9 efficace sar\u00e0 l\u2019esito delle ottimizzazioni automatiche<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco una lista non esaustiva di strumenti su cui possiamo agire per aiutare il machine learning delle piattaforme a dare il massimo:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">Sito web<\/mark><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">Pixel pubblicitari e Analytics<\/mark><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">Account ADV<\/mark><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">CRM<\/mark><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">Catalogo prodotti<\/mark><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">Profili social e presenza online<\/mark><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">Tracciamenti sui link referral<\/mark><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"619\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MachineLearning_ArticoloNOOO_01-1024x619.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9015\" srcset=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MachineLearning_ArticoloNOOO_01-1024x619.png 1024w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MachineLearning_ArticoloNOOO_01-300x181.png 300w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MachineLearning_ArticoloNOOO_01-768x464.png 768w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MachineLearning_ArticoloNOOO_01-1536x928.png 1536w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MachineLearning_ArticoloNOOO_01-2048x1238.png 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">Sito web<\/mark><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il sito \u00e8 la presenza istituzionale di un brand su internet. \u00c8 in genere la destinazione delle campagne, \u00e8 un biglietto da visita per chi si approccia al brand e alla sua cultura, \u00e8 un punto di riferimento per il consumatore che cerca informazioni attendibili e non mediate.<\/p>\n\n\n\n<p>Quali attivit\u00e0 sul sito ci permettono di avere migliore efficienza nelle campagne? <strong>La UX \u00e8 essenziale<\/strong>: Google la annovera addirittura tra i fattori di ranking di un annuncio nelle aste. Una pessima UX porta in genere a un basso tasso di conversione, a un alto bounce rate e a una navigazione veloce, mordi e fuggi, registrando quindi pochi segnali da utilizzare negli algoritmi di machine learning.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la SEO, cio\u00e8 l\u2019ottimizzazione del sito e dei testi per la ricerca organica, in realt\u00e0 influisce molto anche sull\u2019adv: le best practice SEO hanno ambito sia tecnico (per offrire una user experience fluida in navigazione, quindi buona velocit\u00e0 di caricamento, architettura dell\u2019informazione ordinata, struttura delle pagine chiara ed intuitiva) sia contenutistico (per offrire le risposte alle domande degli utenti: testi chiari, precisi e di qualit\u00e0, in linea con le query che gli utenti digitano nei motori di ricerca).<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio che porta alle implementazioni SEO (in particolare la parte di contenuti) dovrebbe essere condiviso anche con l\u2019adv: le keyword per cui si vuole comparire nei motori di ricerca sono in genere le stesse su cui puntare nelle campagne sulla rete di ricerca (e si possono usare anche in campagne come le Performance Max o le Demand Generation di Google), ma sono anche le espressioni che possono accendere la curiosit\u00e0 e l\u2019interesse del nostro target in un annuncio display o in un post sponsorizzato sui social. Inoltre, utilizzare testi coerenti in annunci e sul sito permette di fornire <strong>un\u2019esperienza fluida agli utent<\/strong>i. E anche per questo la corrispondenza tra testi degli annunci e contenuti del sito di atterraggio \u00e8 in genere fattore di ranking nelle aste pubblicitarie!<br><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">Pixel pubblicitari e analytics<\/mark><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Ormai quasi tutti i siti commerciali hanno GA4 e il pixel Facebook e qualcuno ha anche i pixel di TikTok o Pinterest o Linkedin. E in genere utilizzano questi pixel per misurare l\u2019efficacia delle loro attivit\u00e0 pubblicitarie online. Ineccepibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma insieme con la misurazione, questi strumenti raccolgono dati che sono utilizzati dagli algoritmi delle piattaforme adv per profilare gli utenti, per capirne le preferenze, e arrivare a proporre loro messaggi pubblicitari in linea con i loro gusti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 bene dunque <strong>configurare i vari pixel e anche GA4<\/strong> (che \u00e8 sostanzialmente il pixel di Google Ads) in modo da raccogliere quanti pi\u00f9 dati pertinenti possibile e soprattutto assicurarsi che i dati siano puliti, precisi e ben strutturati.<\/p>\n\n\n\n<p>Se siamo ad esempio su un e-commerce, non basta registrare che c\u2019\u00e8 stato un evento \u201c<em>purchase<\/em>\u201d. Sar\u00e0 importante assicurarsi che l\u2019evento porti con s\u00e9 informazioni complete, come il valore del carrello, per permettere alle piattaforme di capire i<strong>l potere d\u2019acquisto dell\u2019utente<\/strong> che ha convertito e riuscire poi ad ottimizzare la campagna per massimizzare il ritorno sull\u2019investimento, ma anche i dettagli del prodotto o dei prodotti acquistati, per poter profilare gli utenti in ottica di up-selling o cross-selling.<br><br>\u00c8 poi importante registrare anche gli altri <strong>eventi interessanti per la profilazione degli utenti<\/strong>: le viste di prodotto (anche qui, con i dettagli di ci\u00f2 che \u00e8 stato consultato, per permettere alle piattaforme adv di fare remarketing dinamico mirato), le aggiunte al carrello o alla lista dei preferiti, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Con le moderne campagne automatiche, spesso non \u00e8 pi\u00f9 necessario creare target audience basate su eventi e comportamenti (ad esempio, utenti che hanno abbandonato il carrello) perch\u00e9 sono le piattaforme stesse a creare quei pubblici e ad utilizzarli nelle campagne con obiettivo conversione. \u00c8 dunque bene fornire alle piattaforme tutti i dati possibili per permettere loro di ottimizzare in maniera efficace.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto i vari servizi di tracciamento offrano una certa flessibilit\u00e0 nella definizione di eventi e parametri, il consiglio \u00e8 di seguire quanto pi\u00f9 possibile<strong> le linee guida e i suggerimenti offerti dalle piattaforme stesse<\/strong>: pi\u00f9 i dati sono standardizzati ed ordinati, pi\u00f9 sar\u00e0 immediata ed efficiente la loro interpretazione da parte degli algoritmi (e pi\u00f9 sar\u00e0 semplice leggere quei dati anche in fase di reportistica!)<br><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">Account ADV<\/mark><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Ormai non esistono quasi pi\u00f9 barriere per fare pubblicit\u00e0 online: ad esempio, con Google Ads servono meno di 10 minuti per aprire un account e cominciare a erogare annunci pubblicitari. Le informazioni richieste sono davvero poche (l\u2019unica essenziale \u00e8 la carta di credito!). Ma per procedere efficacemente con le attivit\u00e0 pubblicitarie, ci sono alcune impostazioni dell\u2019account che richiedono una certa attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tralasciando le impostazioni pi\u00f9 burocratiche (seppur essenziali, come la verifica dell\u2019inserzionista), ci sono alcune impostazioni che possono aumentare l\u2019efficienza delle campagne pubblicitarie. L\u2019obiettivo \u00e8 sempre quello di massimizzare i dati a disposizione del machine learning.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 bene quindi <strong>collegare le piattaforme adv con tutti i tool <\/strong>che possono fornire informazioni: ad esempio, Google Ads pu\u00f2 essere connesso con GA4, con la Search Console, con il Merchant Center per e-commerce, con le schede localit\u00e0 di Google MyBusiness, con gli account Firebase di eventuali app o con il Google Play Store; un account adv Meta pu\u00f2 essere connesso con il pixel di Facebook, con il Catalogo Prodotti Meta, con l\u2019SDK Meta in eventuali app per smartphone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per Google Ads, in particolare, \u00e8 anche bene verificare gli eventi di conversione (obiettivi) impostati nell\u2019account: questi possono essere di due tipi, primari e secondari. I primari sono eventi utilizzabili come obiettivi di campagna su cui ottimizzazione, i secondari sono eventi interessanti per il business, ma non utilizzabili come obiettivi. Semplicemente, la piattaforma riporter\u00e0 quanti eventi secondari sono stati generati dalle campagne, ma non ottimizzer\u00e0 su questi eventi.<br>Anche in business complessi, in genere<strong> gli obiettivi primari dovrebbero essere al pi\u00f9 2 o 3<\/strong>. Non ci sono problemi ad averne di pi\u00f9, ma va posta attenzione quando si crea una nuova campagna, accertandosi di ottimizzare su un unico evento (e non su tutte le conversioni primarie dell\u2019account).<\/p>\n\n\n\n<p>Se poi stiamo ottimizzando su una conversione \u201cdifficile\u201d, che avviene raramente (ad esempio, siamo su un e-commerce di nicchia, con pochi <em>purchase<\/em> a settimana), possiamo valutare di aggiungere come conversione un evento correlato pi\u00f9 frequente (ad esempio un <em>add-to-cart<\/em>): gli algoritmi di machine learning avranno pi\u00f9 dati su cui costruire le loro previsioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro aspetto importante per massimizzare l\u2019efficienza del machine learning delle piattaforme \u00e8 la frammentazione delle campagne pubblicitarie. Gi\u00e0 da tempo, le diverse piattaforme spingono per ridurre al minimo la frammentazione nelle campagne con obiettivo conversioni:<strong> meglio avere pi\u00f9 budget in poche campagne<\/strong> che tante campagne con target e annunci diversi, ma ognuna con poco budget. Pi\u00f9 budget significa pi\u00f9 libert\u00e0, pi\u00f9 flessibilit\u00e0 per le piattaforme: significa poter testare di pi\u00f9, soprattutto nei primissimi giorni di campagna, spingendosi su target anche al di fuori di quelli suggeriti dall\u2019inserzionista per capire se ci sono opportunit\u00e0, per farsi un\u2019idea pi\u00f9 precisa del profilo di un potenziale customer, per raccogliere pi\u00f9 dati da utilizzare come base per il machine learning.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"649\" src=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MachineLearning_ArticoloNOOO_02-1024x649.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9017\" srcset=\"https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MachineLearning_ArticoloNOOO_02-1024x649.png 1024w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MachineLearning_ArticoloNOOO_02-300x190.png 300w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MachineLearning_ArticoloNOOO_02-768x486.png 768w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MachineLearning_ArticoloNOOO_02-1536x973.png 1536w, https:\/\/www.noooagency.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/MachineLearning_ArticoloNOOO_02.png 1980w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">CRM<\/mark><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il CRM \u00e8 la sorgente di maggior valore di dati di prima parte. La newsletter \u00e8 uno dei migliori canali per <strong>generare conversioni e alimentare la loyalty<\/strong>, ma se il CRM ha dimensioni importanti, anche la condivisione con le piattaforme adv (per gli utenti che ne hanno dato il consenso) pu\u00f2 portare ottimi risultati nelle campagne pubblicitarie online.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il CRM \u00e8 stato ben strutturato e gestito, permette di avere<strong> informazioni essenziali per ogni customer<\/strong>. In particolare, il consenso alla profilazione a scopo di marketing con piattaforme di terze parti (es Google Ads o Meta) e lo storico degli acquisti (e da quest\u2019ultimo magari il suo score RFM, Recency-Frequency-Monetary).<\/p>\n\n\n\n<p>Gli utenti del CRM possono essere condivisi con la piattaforma di advertising (es Google Ads o TikTok) per creare <strong>custom audience<\/strong> di clienti gi\u00e0 acquisiti, ma anche <strong>lookalike<\/strong> (cio\u00e8 utenti simili a quelli caricati per abitudini di navigazione o di acquisto).<\/p>\n\n\n\n<p>Se poi il CRM \u00e8 particolarmente voluminoso e permette anche segmentazioni pi\u00f9 avanzate, ad esempio in base al LTV (<em>LifeTime Value<\/em>) dell\u2019utente o al suo score RFM, allora le custom audience possono essere diverse per tipo di consumatore, aprendo la via a strategie pubblicitarie pi\u00f9 mirate.<br><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">Catalogo prodotti<\/mark><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Essenziale per promuovere i prodotti di un e-commerce su Google e sui social (ma lo stesso vale per Amazon!), i cataloghi prodotti sono relativamente semplici da generare, ma \u00e8 importante ottimizzare tutti i campi a disposizione per <strong>massimizzare le performance<\/strong>, sia organiche che in campagne a pagamento: SKU o MPN ben definiti, nomi prodotto chiari e completi, descrizioni esaustive e soddisfacenti, costi e promozioni aggiornati, informazioni sui costi di spedizione e reso precise, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 informazioni diamo alle piattaforme, pi\u00f9 opportunit\u00e0 avremo di comparire per ricerche pertinenti (sia in organico che in campagne adv) o a utenti fortemente interessati ai nostri prodotti.<br><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">Profili social e presenza online<\/mark><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>I social network sono probabilmente i network online pi\u00f9 utilizzati: avere una presenza ben definita e organizzata da un lato aiuta il brand a porsi come valido protagonista nel suo mercato, dall\u2019altro permette di generare, anche organicamente, traffico qualificato al sito e generare cos\u00ec ulteriori dati di prima parte utilizzabili in campagne adv. Sebbene la reach organica dei social sia sempre pi\u00f9 bassa, \u00e8 interessante notare come circa la met\u00e0 di questa reach (utenti raggiunti dai post del profilo) sia di utenti non ancora follower, quindi potenzialmente \u201cfreddi\u201d nei confronti del brand: <strong>offrire informazioni interessanti<\/strong>, con la possibilit\u00e0 di approfondimenti sul sito, pu\u00f2 essere una buona mossa per aumentare il bacino di utenti dei pubblici poi utilizzabili in campagne a pagamento.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#53f5cc\" class=\"has-inline-color\">Tracciamenti sui link referral<\/mark><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nelle attivit\u00e0 di PR o comunicazione, sia online che offline, capita di poter pubblicare l\u2019URL del proprio sito web su spazi di terzi. Se questi spazi sono su pagine di siti online, \u00e8 utile <strong><a href=\"https:\/\/www.noooagency.com\/ricerca-e-sviluppo\/parametri-utm-come-funzionano-e-a-cosa-servono\/\">aggiungere ai link dei parametri UTM<\/a><\/strong> per poter segmentare questo traffico sul sito (altrimenti categorizzato come referral) ed eventualmente utilizzarlo per campagne adv future. Questa pratica \u00e8 ancor pi\u00f9 importante se i link andranno in pdf, email inviate da servizi esterni o addirittura su flyer o affissioni (magari tramite un QR code): in questo caso, infatti, il traffico generato da questi link sarebbe categorizzato come traffico diretto, senza possibilit\u00e0 di studiarne le caratteristiche n\u00e9 di usarlo come pubblico di remarketing.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, \u00e8 vero che l\u2019adv digitale \u00e8 sempre pi\u00f9 accessibile e automatizzabile, ma la sua efficienza dipende dal lavoro, spesso manuale, svolto su praticamente tutti i touchpoint digitali del brand. Come cantavano i Cypress Hill a fine anni \u201890, \u201c<em>keep your s#!t in order, the money won\u2019t stop<\/em>\u201d: un mantra pi\u00f9 che mai valido!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso degli anni le piattaforme adv hanno dato sempre pi\u00f9 spazio al Machine Learning per ottimizzare le attivit\u00e0 pubblicitarie degli inserzionisti. 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